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Ucciso da un malore a 60 anni, la famiglia: «Si era vaccinato poche ore prima». Aperta un'inchiesta

L'ingresso dell'ospedale di Empoli

Fucecchio: il decesso sotto gli occhi della moglie. Chiesto l’intervento dei carabinieri: il magistrato ha disposto il trasferimento della salma all’istituto di medicina legale a Firenze

FUCECCHIO. Si è sentito male sotto gli occhi della moglie. E le ha chiesto disperatamente aiuto, mentre continuava a fuoriuscirgli il sangue dalla bocca. I soccorritori hanno tentato a lungo di salvarlo, ma non c’è stato niente da fare. È morto in casa.

Sei ore prima Giovanni Chielpo, 60 anni, si era sottoposto alla vaccinazione anti-Covid all’ospedale di Empoli. Proprio per capire se c’è una correlazione tra l’iniezione e il decesso, la famiglia ha chiesto l’intervento dei carabinieri e il pm di turno ha aperto un’inchiesta e disposto il trasferimento della salma a medicina legale.

«Circa un anno fa mio padre aveva subìto un intervento chirurgico per l’asportazione di un rene. Da allora si sottoponeva costantemente agli esami di controllo e stava facendo la chemioterapia». Il figlio di Giovanni si fa portavoce dei dubbi della sua famiglia. Nessuna accusa diretta, ma una ricostruzione dettagliata della tragedia, affidata anche a un legale di fiducia, per capire cosa ha causato il decesso dell’ex muratore, che avrebbe compiuto 61 anni il prossimo giovedì. «E che – aggiungono i familiari – stava tutto sommato bene in questo periodo. Non aveva dato nessun segnale che facesse presagire una cosa del genere».


Quindi la scansione di una giornata, quella di venerdì, che ha avuto un epilogo terribile: «Alle 13 ha ricevuto il vaccino all’ospedale San Giuseppe di Empoli. Quando è tornato stava bene. Ha trascorso qualche ora in casa, fino a quando è stato colpito dal malore».

La moglie, rientrando, l’ha trovato piegato sul lavandino «che vomitava sangue con un’intensità che è difficile da descrivere». Giovanni le ha chiesto di chiamare l’ambulanza. Sono state le sue ultime parole: «I soccorritori sono anche arrivati in maniera tempestiva . Hanno fatto veramente di tutto, continuando ad aspirargli il sangue per alcune decine di minuti», sotto gli occhi terrorizzati dei familiari, dentro ai quali la speranza è stata purtroppo spazzata via dal dolore: «Anche il medico ha detto che non gli era mai capitata una cosa del genere. Per questo vogliamo vederci chiaro».

E la famiglia Chielpo, subito dopo il decesso, ha chiesto l’intervento dei carabinieri, in seguito al quale il magistrato di turno della Procura di Firenze, Massimo Bonfiglio, ha disposto il trasferimento della salma all’istituto di medicina legale a Firenze.

Nelle prossime ore deciderà se disporre l’autopsia oppure un esame esterno con l’obiettivo di chiarire la causa dell’emorragia che è costata la vita al sessantenne fucecchiese, che abitava con la moglie in via Petrarca: «Stava bene. Si era sottoposto a una Tac anche un paio di settimane fa, ne avrebbe avuta un’altra a breve. Dopo l’intervento chirurgico di un anno fa, i controlli erano frequenti e non gli era stato segnalato niente di anomalo. Anzi, stava bene. Sia nell’ultimo periodo in generale, sia nella giornata di venerdì, quando è stato sottoposto al vaccino».

In questo quadro, «vogliamo capire cosa è accaduto. Aspettiamo cosa emerge dagli accertamenti, ma nel frattempo ci siamo rivolti anche a un avvocato». —

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