Stop allo spopolamento con lo smart working

Federico Pistone e Luca Piras

La scommessa: riqualificare i borghi  trasformandoli in sedi aziendali alternative

PONTEDERA. Riqualificare e far tornare a vivere i borghi italiani a rischio spopolamento, trasformando i vicoli stretti tra campanili, case in mattoni e campagna in sedi aziendali alternative. Il tutto facendo incontrare una domanda, quella di spazi di lavoro in smart working lontano dal caos delle città, con l'offerta, quella di proprietari immobiliari privati. Garantendo servizi che il Covid ha improvvisamente mostrato come necessari nell'attuale mondo del lavoro.

Un'idea semplice e potenzialmente rivoluzionaria pensata da due giovani imprenditori che ci hanno creduto, fondando la startup HQVillage che ha sede legale a Pontedera. Sono Luca Piras, che vive a Fornacette e si è formato all'Università di Pisa, e Federico Pistone, torinese e con formazione universitaria in quel di Venezia. 33 anni il primo, 31 il secondo. Un progetto, quello di creare aziende diffuse nei piccoli borghi (HQV sta per Head Quarter Village), che potrebbe partire proprio dalla Toscana, in comuni come quello di Casciana Terme Lari e altri sparsi fra la Valdera e la Valdicecina.


«La nostra regione ha 254 borghi, molti dei quali stanno scomparendo. Io e Federico siamo legati alla Toscana – racconta Luca Piras –. Siamo cresciuti insieme passando intere estati a Montecatini Valdicecina e questa esperienza di un piccolo paese, stimolata dal periodo di lockdown dello scorso anno, oltre che dal nostro percorso di studi universitario, è uno degli spunti più importanti per la nostra idea».

Molto più di ripensare spazi e uffici, ma cavalcare l'onda di una nuova filosofia di lavoro, quella dello smart working, che si è fatta ancora più grande a causa del Covid-19. Da qui la nascita della startup HQVillage che si pone l'obiettivo di valorizzare e riqualificare i borghi italiani facendoli diventare sedi aziendali diffuse. «Inizialmente volevamo creare una società di servizi per accompagnare i piccoli paese in progetti di albergo diffuso – racconta ancora Luca Piras –. Il Covid e il conseguente lockdown ci hanno dato il tempo di fare delle analisi di mercato, lavorando su un'idea meno improntata al turismo e più al mondo del lavoro, che con la pandemia stava cambiando rapidamente. E ci è venuta l'idea di HQVillage. Di base si tratta di traslare le classiche sedi aziendali nelle realtà del borgo».

Il progetto a forti tinte pisane strizza l'occhio ai nomadi digitali, coloro che possono svolgere il loro lavoro da qualsiasi parte del mondo. E per farlo non sono più attratti dalla grande metropoli, che come si è visto in tempo di pandemia è anche uno dei fattori più a rischio contagio come ad esempio nei mezzi di trasporto pubblico. E, se come ipotizza Bill Gates, nel futuro dovremmo fare ancora i conti con altre epidemie, scegliere di vivere e lavorare in un luogo più a misura di uomo e sicuro, come un piccolo paese, l'idea può essere vincente.

«Uno dei vantaggi per l'azienda è che questi spazi possono dare a breve termine dei benefici fiscali – spiega ancora Luca Piras –. L'impresa, poi, ha in mano un nuovo strumento per attirare i talenti, almeno quelli che hanno voglia di fare un'esperienza di lavoro nuova».

Immaginate, solo per fare un esempio, un web designer che lavora con la sua postazione di lavoro in smart working con vista sul borgo di Lari. Una volta finite riunioni e progetti, magari insieme alla sua famiglia, può scoprire servizi, prodotti e attività del territorio. Generando un'economia circolare virtuosa. «La valutazione dei borghi e degli immobili da inserire nella piattaforma è uno degli aspetti più importanti per noi di HQVillage – precisa Luca Piras –. Ci avvaliamo di urbanisti, designer, architetti e in generale di professionisti specializzati nello sviluppo di progetti di valorizzazione di realtà in stato di abbandono. Loro indicano gli standard tecnici, qualitativi, estetici e funzionali delle possibili sedi diffuse certificandoli come “best place to smart work”. Tutto ruota attorno al rapporto intrinseco tra territorio e individuo e di conseguenza sono considerati requisiti necessari una serie di servizi alla persona, già attivi o potenzialmente attivabili, presenti nel borgo, la sostenibilità ambientale delle strutture/immobili (in linea con gli obiettivi dell'agenda dell'Onu, ndr) e le modalità di gestione degli stessi, che seguiranno le logiche di base di un albergo diffuso ma qualche plus».

Il ruolo della startup pontederese è quella di essere una guida in grado di affiancare borghi e piccoli proprietari. Seguendoli nel processo di certificazione, attingendo anche a bandi e fondi nazionali, per adeguare gli immobili. Ai lavoratori, dunque, è data la possibilità di poter scegliere dove e come vivere il proprio tempo, per i piccoli proprietari immobiliari l'opportunità è quella di valorizzare le seconde case o i fabbricati rurali non utilizzati, generando un reddito e contribuendo a valorizzare tutto il patrimonio del territorio. HQVillage sarà, dunque, una piattaforma in grado di fare da matching fra tutti gli elementi in gioco e che si apre alla diretta collaborazione con enti e amministrazioni locali. —

IL PROGETTO: AVVIATI CONTATTI CON LARI E LA VALDICECINA

Un incontro all'orizzonte con i sindaci di Casciana Terme Lari e Montecatini Valdicecina. Contatti avviati con il Comune di Castelnuovo Valdicecina. L'idea nata durante la pandemia a Luca Piras e Federico Pistone, i due giovani fondatori della startup pontederese HQVillage, sta già iniziando a prendere forma. E per attrarre smart worker e creare sedi aziendali diffuse nei borghi proprio la Toscana è uno dei poli di attrazione più importanti. Il primo step per Piras e Pistone è quello di arrivare a 300 lavoratori attivi in almeno tre borghi in tutta Italia, visto che il progetto si estenderà, oltre alla Toscana, a Piemonte e Calabria. Anche se, in prospettiva, avrà un obiettivo di ampio raggio valido per tutta l'Europa. La durata dei soggiorni di lavoro varia in funzione della soluzione che ogni azienda, di solito compagnie dalle dimensioni medio-grandi, va a cercare. Si va dai 3 ai 6 mesi con costi legati non solo all'affitto dell'immobile scelto all'interno del borgo, ma anche in base a benefit e servizi aggiuntivi inclusi nel prezzo finale. Tra questi ci possono essere convenzioni con i ristoranti, servizi rivolti alle famiglie come asilo e baby-sitting o una serie di pacchetti esperienziali che vanno dallo sport all'enogastronomia passando per il variegato e ricco mondo di offerte che il territorio italiano, e quello toscano in particolare, possono mettere a disposizione. Il pagamento del fee richiesto per ogni azienda o dipendente è mensile, esattamente come fosse un affitto. Tutti i servizi che il borgo può dare e che non sono presenti nel pacchetto gestito da HQVillage sono a carico in modo indipendente del singolo ospite. Il mercato ai quali la startup pontederese si rivolge è potenzialmente enorme. Ci sono 2.430 comuni a rischio scomparsa in Italia, il 30% del totale. Sono, invece, 2 milioni le case vuote, oltre a migliaia di fabbricati rurali abbandonati.