La produzione di generatori a idrogeno crea 20 posti di lavoro

La Enapter firma un protocollo con Regione e Comune. Si cercano ingegneri, chimici e operai: ecco come candidarsi 

CRESPINA LORENZANA. Almeno venti posti di lavoro per arrivare a triplicare la produzione. È la buona notizia che arriva dalla Enapter, l’azienda che produce generatori di idrogeno modulari ad alta efficienza e che ha la sua sede a Lavoria, nel territorio di Crespina Lorenzana guidato dal sindaco Thomas D’Addona, e che consolida la sua presenza in Toscana. Ieri è arrivata la firma su un protocollo d’intesa con la Regione e il Comune, in cui l’azienda si impegna ad allestire nuovi laboratori per la ricerca, compresa una camera bianca; ad acquistare una strumentazione altamente sofisticata con i parametri dell’Industria 4.0 per i nuovi laboratori, un gascromatografo, una camera termica e una camera climatica.

La ricerca di personale riguarda figure di alto profilo e addetti alla produzione come operai qualificati e in grado di parlare inglese. Per candidarsi, occorre utilizzare la sezione “Opportunità di lavoro” del sito web di Enapter o seguire gli annunci di società come Ranstad, Staff e Umana. Quando l’azienda apre ricerche di personale viene indicato come riferimento a cui inviare i curricula l’indirizzo email simone@enapter.com.


«L’azienda intende contribuire all’incremento occupazionale – dicono dalla Regione – effettuando assunzioni di ingegneri, chimici, periti chimici e industriali. Ha in programma di rimodernare le aree esterne di collegamento tra i vari edifici e adibirne una parte a parcheggio aziendale, adottando nel contempo strategie di sostenibilità ambientale per gli interventi previsti, tra le quali dotare l’edificio di un impianto fotovoltaico, da usare sia per il fabbisogno energetico ordinario dell’azienda, sia per attività dedicate nello specifico ricerca e sviluppo».

Un ampliamento che viene realizzato con l’acquisizione di alcuni capannoni nelle vicinanze dell’attuale sede. E che conferma le intenzioni di crescita per una realtà che è passata da dieci a poco più di 90 dipendenti in tre anni. «L’obiettivo è passare dai 150 dispositivi prodotti al mese a circa 400 nei prossimi due anni», spiega Simone Perini, responsabile relazioni istituzionali di Enapter che, oltre a Lavoria, ha sedi a Pa-Tan in Thailandia, a Berlino e a San Pietroburgo.

La Regione ha avviato un tavolo di confronto con il sistema della ricerca e il mondo industriale toscano proprio sul tema dell’idrogeno, a cui partecipa anche Enapter, sia in vista del Recovery Fund che dei fondi strutturali europei 2021-2027. «Il protocollo d’intesa che abbiamo sottoscritto – spiega il presidente della Regione, Eugenio Giani – rappresenta il coronamento di un lavoro congiunto effettuato in sinergia tra una delle migliori aziende innovative sul nostro territorio e la Regione».

La Regione in particolare favorirà la collaborazione industriale con la rete di aziende attive sul territorio, facilitando i rapporti con le imprese di interesse di Enapter tramite l’attivazione di contatti diretti e l’organizzazione di eventi di matchmaking. «Siamo entusiasti – dichiara il direttore generale di Enapter Jan-Justus Schmidt – di vedere la nostra sede in Italia espandersi. È il cuore di Enapter. La vicinanza ad eccellenti dipartimenti universitari di elettrochimica fornisce le giuste risorse per promuovere la nostra ricerca e sviluppo. Con il supporto di Regione e Comune siamo fiduciosi di poter continuare a sviluppare i nostri elettrolizzatori Aem per combattere il cambiamento climatico». La missione di Enapter è sostituire i combustibili fossili rendendo l’idrogeno verde economicamente competitivo. —

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