L’ex culla dell’Ape ora è un inferno di droga, degrado e prostituzione

Viaggio nel covo degli sbandati a due passi dal parcheggio. Tra siringhe e rifiuti c’è anche una piccola “casa” abusiva

PONTEDERA. Una triste processione del degrado. Fatta di giovani e adulti. Passeggiano lentamente, trascinando i piedi a lato di viale Piaggio, tra lavoratori pendolari e auto di passaggio. Poi scavalcano quel che resta di una recinzione metallica e raggiungono il “covo”. Tra sporcizia, bottiglie di vetro abbandonate, indumenti ed escrementi. E c’è anche chi ha trasformato una vecchia cabina in una casa di fortuna. A Pontedera c’è una città nascosta che non dorme mai. Dove droga e prostituzione sono all’ordine del giorno. Una striscia di terra dimenticata dalle istituzioni. Quasi nascosta agli occhi della gente. Ma molto conosciuta da decine di tossici e sbandati. È il parcheggio “Ex Ape”. Esattamente quello che l’amministrazione vuole trasformare in una moderna struttura di sosta a due piani, entro il 2023, nell’ambito del progetto da 10 milioni di euro per la riqualificazione di massa della zona di viale Piaggio. I lavori all’”Ex Ape”, però, inizieranno nell’estate del 2022. Nel frattempo, qui, a comandare è la micro-criminalità.

UN ALTRO MONDO


Un tempo era un capannone della Piaggio. Per anni ci hanno lavorato migliaia di dipendenti dello stabilimento. Oggi è un’ampia area parcheggio, utilizzata un po’ da tutti. Da chi lavora nell’azienda motoristica, da chi deve arrivare nel cuore della città e sceglie una soluzione comoda e lontana dal caos del centro, e dai pendolari, che hanno la stazione ferroviaria a un passo. L’”Ex Ape”, però, ha una “vita” nascosta. Sul lato che guarda la ferrovia c’è uno spazio parzialmente riparato. Da una parte dalle pareti dell’ex capannone, dall’altra dal muro oltre il quale si snodano i binari. Questa è terra di nessuno. E i curiosi che si affacciano trovano un altro mondo. Ma attenzione, meglio non impicciarsi troppo. Si possono fare brutti incontri. Nel recente passato l’amministrazione ha installato una rete di metallo per impedire l’accesso alla “striscia del degrado”, ma è stata subito divelta. E la processione continua. Ogni giorno. Ad ogni ora.

VIAGGIO ALL’INFERNO

Regola numero uno. Occhio a dove si mettono i piedi. Dietro all’”Ex Ape” c’è un tappeto di escrementi e siringhe. E bottiglie di birra. Ovunque. Intere, ma anche rotte, con pezzi di vetro sparpagliati. Fazzoletti di carta insanguinati, vestiti sporchi abbandonati. Tre metri di larghezza per una lunghezza di circa 100-150 metri. Questo è il regno della tribù di viale Piaggio. Basta posizionarsi per qualche minuto in un angolo riparato per assistere al via vai di persone che entrano nel parcheggio e spariscono dietro il muro. Ci sono anche alcuni giovani, visibilmente ridotti all’osso da uno stile di vita che rischia di ucciderli presto. Uomini, ma anche donne. Che vendono il loro corpo per pochi euro tra feci e cocci.

LA CASA ABUSIVA

Il volto oscuro del parcheggio “Ex Ape” nasconde anche un’abitazione abusiva. Utilizzata principalmente da alcune donne straniere per consumare rapporti sessuali a pagamento. A fianco degli impianti dell’alta tensione che si alzano sul lato più vicino alla zona industriale di Gello, per intendersi, in una vecchia cabina, la cui porta d’ingresso è stata evidentemente forzata, ci sono un materasso e degli indumenti. Poco più in là, un bagno. Una manciata di metri quadrati trasformati in una casa abusiva. Nell’attesa che l’ “Ex Ape” diventi un multipiano ultra-moderno, sarebbe meglio che il Comune intervenisse nella città nascosta che costeggia i binari. Una vergogna, oltre che un pericolo. Altro che riqualificazione. —

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