Un defibrillatore per ricordare don Gino, “cuore” di Santo Pietro

La foto di gruppo al termine della cerimonia

La famiglia del sacerdote, per 50 anni nella frazione, ha donato il moderno dispositivo salvavita alla comunità

CAPANNOLI. Una nuova postazione per un defibrillatore è stata inaugurata in piazza Belvedere a Santo Pietro, fino a ora sprovvisto del dispositivo di emergenza. L’iniziativa si è tenuta per celebrare i 20 anni dalla scomparsa di don Gino Lemmi, parroco molto amato nella frazione di Capannoli: per l’occasione i familiari e soprattutto i nipoti hanno donato il dispositivo al Comune.

Alberto Lemmi, nipote del parroco e governatore della Misericordia di Ponsacco, ha ricordato orgoglioso e nostalgico la figura dello zio: «Era figlio di contadini, proveniente da Ponsacco, e dopo essere stato consacrato sacerdote è stato cappellano a Fucecchio e poi fu inviato a Santo Pietro, dove è rimasto per 50 anni».


Il presidente della Misericordia Piero Iafrate ha descritto don Gino come «una persona di grande umanità, un sacerdote esemplare che resse ininterrottamente per mezzo secolo la propositura di Santo Pietro».

Il defibrillatore, costato 1.200 euro, è di ultima generazione e dotato del servizio di geolocalizzazione. La governatrice della Misericordia di Santo Pietro, Paola Brogi, ha sottolineato come sia importante «sensibilizzare la popolazione alla problematica dell’infarto. Dovremmo fare tutti un corso di pronto soccorso e poter accedere allo strumento fondamentale per salvare le vite». Sarà la Misericordia ad occuparsi della manutenzione. Per la comunità don Lemmi era «un riferimento, un punto fisso: con l’istallazione del defibrillatore, abbiamo voluto ricreare quel punto fisso. È stato un faro, una luce, una persona da seguire e così sarà un ricordo perpetuo», ha aggiunto Brogi.

La sindaca di Capannoli, Arianna Cecchini, ha evidenziato come «da una parte ci sia l’attaccamento della famiglia Lemmi alla comunità e dall’altra l’amore dei paesani verso il parroco. Dopo pochi anni dalla sua morte, gli era stata intitolata una piazza». Presente alla celebrazione anche Francesca Brogi, sindaca di Ponsacco, che ha ricordato come il defibrillatore sia “un simbolo della cura che don Gino ha sempre avuto verso gli altri, la cura delle anime. È uno strumento per la salvezza delle vite. Così si rafforzerà la sicurezza della comunità dei santopietrini». Dopo l’inaugurazione, sono stati deposti sulla tomba di don Gino dei mazzi di fiori omaggio della Misericordia e dei paesani. –Giulia Zamponi

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