Una luce oltre il buio, presidio davanti al Teatro Era - Foto

"Vogliamo tornare sul palco per veicolare la cultura e dare alla gente una sensazione di normalità". E Cascina partecipa ma senza presidio

Si accendono le luci del Teatro Era. Si accendono su un mondo - fatto di attori, collaboratori e dipendenti – che sta vivendo un incubo. Ma che non vuole mollare. Anzi, continua a produrre, ideare, darsi da fare. Una lunga catena di donne e uomini che hanno un solo desiderio: tornare a fare cultura con la gente. «Il nostro lavoro non è finito. Siamo attivi ogni giorno, tutti i nostri sforzi sono concentrati sul momento in cui ci diranno che possiamo tornare a fare ciò che ci piace di più. Regalare emozioni al pubblico, nel nostro piccolo». A parlare è Mario Biagini, pontederese, attore del Workcenter del Teatro della Toscana. C’è anche lui di fronte al Teatro Era. Nella serata – quella di ieri – in cui le strutture teatrali di Pisa, Pontedera e Cascina hanno aderito all’iniziativa “Facciamo luce sul teatro!”, promossa dall’Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo, che ha invitato le istituzioni culturali di tutta Italia a tenere aperti e illuminati i teatri come segnale e testimonianza della volontà di ripartire. Perché in seguito alle restrizioni nell’ambito dell’emergenza coronavirus gli spettacoli sono spariti. Le rappresentazioni dal vivo, con gli applausi del pubblico, sono soltanto un ricordo di quasi un anno fa.

La chiusura dei teatri è stata voluta dal governo per evitare assembramenti in ottica Covid. «Eppure – continua Biagini – qualcosa si potrebbe fare. Tenere tutto chiuso è una soluzione che potrebbe essere rivista, magari concedendo alcune attività all’aperto». Gli attori, nel frattempo, si arrangiano come possono. «Si è creato una sorta di format, a livello generale – spiega ancora Mario Biagini –, che è quello delle rappresentazioni via web. La gente può guardarci da dietro lo schermo di un computer mentre recitiamo. Sono sempre di più gli esperimenti in questo senso e puntualmente c’è un’ottima risposta di pubblico collegato. Questo significa chiaramente che la gente vuole tornare a teatro».


Stringere i denti, guardare avanti con ottimismo e non perdersi d’animo. Solo così il Pianeta Cultura può affrontare uno dei momenti più duri della sua storia recente. «Abbiamo speso 250mila euro per adeguare alle normative anti-Covid i nostri teatri, tra la zona Pisana e il Fiorentino. Le sedute sono sistemate a distanza, ci sono tutti gli strumenti per la misurazione della temperatura all’ingresso. Però siamo fermi. Non chiediamo niente di eccezionale – racconta Antonio Chelli, vicepresidente della Fondazione Teatro della Toscana – soltanto di poter riprendere a fare il nostro lavoro».

All’iniziativa organizzata ieri alle 19,30 a Pontedera ha partecipato anche il sindaco Matteo Franconi. La manifestazione, è bene precisarlo, si è svolta nel massimo rispetto delle regole di sicurezza. Ma c’è anche chi ha preferito non rischiare, senza rinunciare a illustrare chiaramente il dolore per una ripresa che non si vede all’orizzonte. Il Teatro di Cascina si è illuminato, ma teatranti e dipendenti sono rimasti a casa. «Abbiamo adottato questa linea – puntualizza Riccardo Cateni, presidente del consiglio di amministrazione del Teatro di Cascina – per non rischiare di creare situazioni spiacevoli. La salute viene prima di tutto, ma non cancella il nostro messaggio. Vogliamo tornare sul palco per veicolare la cultura e dare alla gente una sensazione di normalità». —