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Apre il ristorante: arrivano 5 agenti ma niente multa

Emanuele Fabiani, titolare della “Cucina abusiva” di Pontedera

Pontedera, il titolare: «Tavoli apparecchiati per dimostrare che si può lavorare in sicurezza». Ma non si presenta nessun cliente: «Qualcuno ha chiamato polizia e vigili»  

PONTEDERA. Dal titolare della “Cucina abusiva” non poteva che arrivare un invito: «Venite a pranzo, siate abusivi».

Chiudono i ristoranti e le palestre, i bar alle 18 abbassano le saracinesche. Poi gli autobus sono affollati e lo “struscio” nel centro cittadino va avanti come sempre. Così Emanuele Fabiani, titolare del ristorante “La cucina abusiva”, conosciuto per le specialità vegane e vegetariane serviti con i sottopiatti di vinile, dischi a 33 giri, ha fatto sentire la propria voce. È stato sufficiente un post su Facebook per richiamare l’attenzione. E se i clienti hanno tentennato, intimoriti dallo spauracchio di una sanzione, i poliziotti non si sono fatti attendere.


«In zona arancione siate abusivi, vi aspetto a pranzo. #ioapro», questo il post che il ristoratore ha pubblicato sui social, pronto a schierare i propri avvocati a tutela della clientela. «Basterebbe informarsi meglio sul Covid, non nego l’esistenza del virus ma non condivido questa gestione della pandemia. Così ho deciso di tirare su la testa. Ho apparecchiato i tavoli, ho postato su Facebook di proposito che sarei stato aperto. Ma qualcuno ha chiamato polizia e vigili. Alle 13,15 sono spuntati in cinque a controllare che non ci fosse nessuno ai tavoli. Non c’era nessuno. Mi hanno fatto perdere quindici minuti di tempo. Ma non hanno potuto sanzionarmi».

Il controllo si è concluso con una specie di raccomandazione-avvertimento. Se il ristorante aprirà al pubblico e non solo per l’asporto, ora che siamo in fascia arancione, avrà gli occhi puntati addosso. «Non tutti se la sentono di prendere una multa per venire a pranzo – aggiunge il ristoratore – Durante il controllo, di fronte alle mie rimostranze, mi è stato risposto che anche loro rischiano un ammonimento dai superiori se non fanno i controlli, Scusate, io per lavorare devo prendere una multa? Ma vi sembra una cosa accettabile? Si potrebbe continuare a lavorare in sicurezza».

Fabiani invita la categoria a rivendicare il diritto di poter lavorare nel rispetto delle regole sulle distanze di sicurezza. Tavoli per poche persone, tenute a distanza e con le mascherine. «Non sono i ristoranti i luoghi del contagio – aggiunge – ma nessuno pare abbia voglia di dedicare attenzione al nostro settore». Fabiani non molla. Anche ieri mattina era al lavoro, nel ristorantino di via Don Sturzo, nella zona industriale, con i tavoli di legno, le bici alle fioriere. Alle 11 dalla cucina arrivava, insieme alla musica, un buon profumo di cibo. «Vista la rapidità con cui sono arrivati i controlli, alla fine ho deciso di continuare a fare solo l’asporto. Ma in questo modo sono penalizzato come tanti colleghi, si lavora di meno ma le spese fisse ci sono tutti i mesi. Non c’è tempo da perdere, è ora di fare sentire la nostra voce».

Per informare i clienti il ristoratore ha stampato una serie di locandine con servizi dedicati al Covid. «Non condivido questa gestione della pandemia. Si parte dall’informazione e dalla conoscenza – dice – Prima ne prendiamo coscienza meglio è per tutti». –

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