La protesta contro la discarica: i consiglieri regionali versino il gettone di presenza per la lotta anti-Grillaia

I partecipanti al presidio organizzato a Chianni dal Gruppo Zero

La sfida del comitato: «In Regione stanno dalla nostra parte? Allora contribuiscano alla battaglia legale»

Fanno sul serio e sono pronti di nuovo a incatenarsi e fare le barricate di fronte ai cancelli della discarica della Grillaia. Alcuni presero le manganellate e furono caricati a fine anni Novanta, quando si opposero all’arrivo dei rifiuti delle concerie a Chianni. Altri sono arrivati in Alta Valdera qualche anno dopo, convinti che il pericolo della riapertura della discarica fosse ormai alle spalle. In realtà la Grillaia è stata come un vulcano, un problema spento ma pronto a eruttare ancora polemiche e ingerire rifiuti. Contro il progetto dei 270.000 metri cubi di amianto, approvato il 25 maggio scorso dalla giunta regionale di Enrico Rossi, il Gruppo Zero torna a mostrare i muscoli. Dopo tre presidi in centro a Chianni, ieri ne è andato in scena un quarto in piazza IV Novembre.

Uno spazio nel quale sono stati tirati dei fili tra piante, pali della luce e mura delle case. Appesi, però, non il bucato al primo sole davvero primaverile del 2021. Ma una serie di ritagli di giornale, foto, slogan e striscioni su oltre 30 anni di lotta con la discarica. Dalla sua apertura nel 1990 fino ai giorni nostri.


«Vivo a Terricciola e sono tra i promotori del ricorso legale contro la delibera della giunta regionale, siamo in attesa che il Tar fissi l’udienza ma intanto siamo qui per mostrare che ci siamo – dice Marco Fresi, membro del Gruppo Zero –. Oggi ci rivolgiamo ai consiglieri regionali a cui chiediamo di fare un ulteriore passo di protesta verso l’atteggiamento della giunta, affiancandoci concretamente in questa battaglia sociale. Chiediamo a tutti i consiglieri di sostenerci pubblicamente, con una donazione sul sito di raccolta fondi a favore dell’azione legale. Un importo simbolico, magari il gettone di presenza percepito durante la seduta in cui hanno chiesto all’unanimità una soluzione chiara, definitiva e sostenibile che, per ora, non ha portato a nulla».

Tra i presenti al presidio c’è anche Bruno Martinoli, per 10 anni assessore all’ambiente a Chianni. «Negli anni ho partecipato a dei tavoli tecnici con Provincia di Pisa e Regione Toscana, tra il 2012 e il 2014 la soluzione sembrava vicina. Abbiamo portato anche vari progetti, fatti da specialisti non toscani, per la messa in sicurezza a costi ridotti, dai 2 ai 5 milioni di euro, che sono sempre stati scartati – racconta Martinoli –. Poi, alla fine del mandato amministrativo a Chianni, sono seguiti due anni di silenzi. Si è perso tempo e quello che doveva essere un progetto di rifiuti zero, è diventato un blocco di cemento armato con amianto da “appoggiare” sopra la vecchia discarica».

Tra chi protesta c’è chi è scappato dalla città per cercare il contatto con la natura e una vita meno frenetica. È il caso di Monica Locatelli: «Con mio marito e le mie due figlie, allora piccole, ci trasferimmo a Chianni da Milano nel 2000 – racconta –. Abbiamo ricreato un’oliveta devastata da una gelata del 1985 e, pur non avendo partecipato alle proteste del 1998, il progetto per la Grillaia mette a rischio il futuro di un’economia e di aziende che hanno investito molto nel settore turistico». Per Beniamino Summonte, invece, l’obiettivo del Gruppo Zero dovrà essere quello di coinvolgere i giovani. «Con questo ennesimo presidio vogliamo far vedere che ci siamo, io da Napoli e Milano avevo scelto Chianni poi mi sono trovato a respirare il cattivo odore della discarica a 2 chilometri da casa mia – racconta –. Ora sono di nuovo qui non per me, ma per garantire un futuro senza più minacce ambientali per le future generazioni, che sono difficili da coinvolgere». Daniele Grilli, invece, è un imprenditore che ha due attività legate al mondo della ristorazione. Vive a Chianni, il paese in cui è nato e poi tornato da adolescente. «Molte persone hanno scelto di vivere qui e ora si trovano di fronte a questa minaccia, una minaccia che deve essere estirpata come fosse un cancro. Il cancro di questo territorio meraviglioso». —

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