Lite col parrucchiere per i capelli della figlia: arrivano i carabinieri

Un parrucchiere al lavoro (foto d'archivio)

Cascina, il papà non voleva pagare la spesa indicata per le extension: "Si staccano quasi tutte". Alla fine viene trovato l’accordo "economico"

CASCINA. La rabbia che sfocia in protesta. Qualità scadente di un servizio e soldi da tenere in tasca anziché metterli in quelle di chi viene contestato. Ma c’è anche la “mediazione”, sufficiente con la sola presenza di militari in divisa, a smussare asprezze di toni e pretese per arrivare a un accordo che sulla carta dovrebbe chiudere il contenzioso dall’origine tricologica.

Succede tutto in un negozio di parrucchiere cinese.


Il prima e il dopo della storia che ieri mattina ha scomodato una pattuglia di carabinieri arrivati a mettere pace nella lite scoppiata tra l’autore del “disservizio” e il papà della cliente insoddisfatta. I militari sono stati chiamati per interrompere un litigio innescato da una richiesta di compenso per un lavoro ritenuto fallimentare.

«Vuole 270 euro per delle extension che si sono staccate» ha spiegato ai carabinieri il padre infuriato per un costo che non voleva sostenere a fronte della delusione della figlia che il giorno prima pensava di essersi fatta bella con le applicazioni posticce a ornamento della sua capigliatura. «No, quei soldi non glieli do» ha ripetuto il papà tornato alla calma grazie alla presenza dei militari, ma comunque deciso a non cedere sulla tariffa ritenuta esorbitante.

Il titolare del salone ha difeso il suo lavoro finché ha potuto, salvo poi cedere un minimo di terreno nella battaglia furente ingaggiata dal genitore della cliente.

L’invito alla ragionevolezza e a trovare un accordo dei carabinieri che potesse evitare strascichi alla fine ha messo le parti in condizione di interrompere la baruffa.

La sintesi delle proposte, a chiusura del contenzioso verbale, è arrivato dal parrucchiere. «Ok, rimetto a posto le parti che si sono staccate, ma voglio comunque essere pagato perché la prestazione c’è stata» ha premesso il negoziante cinese alla volontà di arrivare a un’intesa. L’ultima parola tra i contendenti è arrivata davanti all’autorevolezza dei testimoni. Il papà, anziché pagare i 270 euro chiesti dal parrucchiere, ne verserà cento a patto che il coiffeur orientale rimetta mano alle extension cadenti.