Piaggio, previsto a primavera un nuovo scooter elettrico

Roberto Colaninno durante la presentazione di Vespa Elettrica all’Eicma 2018

Il modello si colloca in una fascia media del mercato e sarà messo sul mercato a maggio o giugno. Attesa in città per la nascita della cittadella “green”

PONTEDERA. Uno scooter elettrico a primavera. La notizia si sta diffondendo in sordina, ma rappresenta un segnale ben preciso sulle intenzioni di Piaggio rispetto ai progetti che sta portando avanti. Di questo nuovo modello si sa poco o nulla, ma sicuramente si conosce la collocazione sul mercato che sarà al di sotto della fascia di prezzo di Vespa elettrica che costa circa seimila euro.

Maggio o giugno, questo il periodo in cui Piaggio mostrerà al mondo questo nuovo scooter che non dovrebbe essere la rivisitazione in chiave green di uno già esistente. Se unito alla presentazione del Nuovo Porter di martedì 26 gennaio, prevista alle 14,30 su Piaggio.com, si può immaginare il fermento che serpeggia nello stabilimento di Pontedera, dove il Gruppo del presidente Roberto Colaninno ha intenzione di creare una sorta di cittadella dei motori elettrici, dove lavoreranno circa 90 ingegneri.


Un progetto che riguarda struttura produttiva, qualità delle risorse umane e ricerca verso i motori elettrici. Un cambio di Dna per Piaggio che Colaninno evoca da tempo e che ha ribadito anche ieri durante il convegno “Il Mondo nel 2021” organizzato dall’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) e Assolombarda. Il presidente e amministratore delegato del Gruppo Piaggio ha spiegato che l’azienda ha davanti cinque anni in cui cambiare il proprio Dna per non incappare in «forti problemi». Un programma che, per la fabbrica di Pontedera, è già cominciato e che porterà a ulteriori cambiamenti.

Il tutto a fronte di una sostenibilità economica fondamentale per trovare la quadra in un contesto che, secondo Colaninno, non è ancora ben definito. «L’elettrico si presta a facili entusiasmi, mentre gli operatori del settore sono preoccupati perché ci sono ancora dubbi su troppi elementi legati a questo nuovo sistema di mobilità». E cita studi secondo cui la produzione di anidride carbonica risparmiata riducendo benzina e gasolio sarebbe comunque compensata con quella che serve per produrre energia elettrica destinata ai veicoli green nei prossimi anni. Oppure le diverse centinaia di miliardi che servono per convertire il parco auto. «Gli effetti di questa rivoluzione mi sembrano sottovalutati», ha spiegato il numero uno di Piaggio. —