Ucciso da un malore in casa a 37 anni volontario e manager delle cover band

Staffoli sotto choc: «Era un vulcano di idee, sempre a disposizione per il suo paese»

SANTA CROCE. Come ti giravi, a Staffoli potevi incontrare Stefano Masi o sentirne parlare. Un vulcano di idee e di energia, forte dei suoi 37 anni e di uno spirito sempre propositivo, al servizio del suo paese e degli altri. Da ieri a Staffoli – quando si è diffusa la notizia della sua improvvisa scomparsa – è un continuo ricordare, celebrare e piangere Stefano. Difficile persino solo pensare che a 37 anni – compiuti ad ottobre – una persona che non ha particolari problemi di salute in una notte se ne vada, nonostante gli sforzi del personale medico giunto nella sua abitazione di via delle Macchie.

Stefano lascia la madre Lidia Giubbolini e il padre Alberto Masi, sconvolti da un dolore che non trova parole né spiegazioni; d’altronde sopravvivere ai propri figli per un genitore è il peggiore dei supplizi e dei castighi.


Ma Stefano lascia anche tutta Staffoli, che da ieri è un po’più sola e triste e sicuramente meno spensierata. Masi aveva recentemente superato il coronavirus – contratto nell’ottobre scorso – e aveva ripreso la sua vita in mano; niente, quindi, faceva pensare ad un epilogo così drammatico. In frazioni così piccole e unite dove tutti si conoscono, quando una delle bandiere viene ammainata, niente sarà inevitabilmente più lo stesso.

Stefano era un organizzatore di eventi, per lavoro e per passione; in passato – prima di lanciarsi nel mondo della musica e degli spettacoli con la sua SM Eventi – era stato prima volontario e poi dipendente della Pubblica Assistenza di Santa Croce sull’Arno (che ha una sede distaccata proprio a Staffoli).

Un’associazione che da ieri è in lacrime: «Stefano era uno che si dava sempre da fare – racconta il presidente dell’associazione, Marco Remorini – e con lui c’era un buonissimo rapporto, spesso collaboravamo per gli eventi che organizzava. Era stato volontario come i suoi genitori prima di lui: quando abbiamo saputo la notizia siamo rimasti distrutti».

Stefano aveva anche partecipato alla “rinascita” degli Amatori Staffoli: «Era stato – racconta Stefano Morelli, attuale direttore sportivo – uno di quelli a spendersi per la ripartenza delle attività. Gli amatori nascono con l’obiettivo di far divertire i ragazzi di paese, che amano il calcio ma non hanno il tempo o le qualità per militare in categorie più prestigiose. Stefano era anche il nostro primo tifoso, ogni domenica era al campo; ultimamente ci gestiva la parte social e aveva partecipato all’organizzazione di un torneo online fra le squadre Uisp che adesso non si possono incontrare. Con Stefano se ne va un fratello».

Poche sere fa, tra l’altro, Masi era intervenuto proprio in una di queste simpatiche dirette. Stefano era stato inoltre consigliere della Pro loco e dell’Avis di Staffoli (era anche tra i donatori), si era speso per la Festa Medievale e per il Memorial Matteo Gronchi.

Ma, come detto, aveva anche lanciato alcune band musicali: i Pianeta Zero, la cover band di Jovanotti, quelle di Ligabue, dei Pooh, di Morandi e Baglioni (i Caporali Coraggiosi).

«A settembre 2017 – racconta Marco Forconi, fondatore dei Caporali Coraggiosi – con lui facemmo la nostra prima esibizione a Villa Campanile, seguita da tante altre. Ci eravamo sentiti la scorsa settimana e ci saremmo dovuti vedere venerdì (domani per chi legge, nda); poi, però, abbiamo ricevuto questa tremenda mazzata».

Per chi non lo ha conosciuto, dare un’occhiata al suo profilo Facebook è utile per tracciarne un ritratto che corrisponde a quello tracciato da chi gli voleva bene: sempre sorridente, abbracciato a qualcuno e contornato da tanta gente. Una persona che si nutriva di rapporti umani, insomma.

Il funerale di Stefano verrà celebrato domani alle 15, nella chiesa di San Michele Arcangelo a Staffoli. Anche l’amministrazione comunale santacrocese si è unita nel cordoglio alla famiglia dell’organizzatore di eventi. –

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