Produzione no-stop e altre 5 assunzioni, la Comes conquista l’India e batte il Covid

o l’imprenditore Giuliano Signorini

Macchinari accesi 24 ore al giorno dal lunedì al sabato. Il titolare: «In pochi mesi 10 nuovi posti, altri entro l’estate»

CALCINAIA. Turni produttivi aumentati. Macchinari accesi 24 ore al giorno, dal lunedì al sabato. Un premio economico per i lavoratori che coprono la fascia notturna. Dieci assunzioni negli ultimi mesi. E la prospettiva di ampliare ancora il personale entro l’estate.

Quella legata al Covid non è soltanto un’emergenza sanitaria, ma anche economica e imprenditoriale. Eppure ci sono storie che danno speranza, che raccontano di realtà industriali in piena espansione. Tra mille difficoltà. Con la voglia di non mollare, di allargare gli orizzonti e rispondere alla crisi con nuove strategie. «In un mercato in cui molte aziende cercano di prevalere sulla concorrenza con una guerra di prezzi al ribasso, noi abbiamo deciso di non mettere la competizione al centro, bensì il cliente, per creare un nuovo mercato». A parlare è Giuliano Signorini, titolare della Comes di Fornacette. Un’azienda con poco più di 40 dipendenti che dallo “schiaffo finanziario” del virus ha saputo rialzarsi alla grande.


Tanto da rivedere i turni di lavoro, per passare a una produzione no-stop.

«Da dicembre lavoriamo ogni giorno tutto il giorno – continua Signorini –, solo così possiamo soddisfare i clienti ed essere competitivi». Comes è l’acronimo di “Costruzioni meccaniche Signorini”: una realtà che opera nel settore delle macchine per la lavorazione delle pietre naturali – come marmo e granito – e dei materiali compositi, come il quarzo artificiale.

«Noi – prosegue Signorini – produciamo il motore dei macchinari. Sistemi all’avanguardia in grado di arricchire e impreziosire il processo produttivo delle aziende. E col tempo ci siamo anche specializzati nella creazione totale delle macchine da lavoro». Il piccolo impero di Signorini oggi si estende in Nord e Sud America, ma anche in India, nei paesi arabi e in Russia. Nove anni fa è stata costituita la “Comes do Brasil”, che è anche sponsor di una squadra di calcio della Serie B brasiliana. Un anno fa c’è stata pure l’apertura di una sede in India. Ed è proprio da lì che arrivano le commesse “d’oro”. Quelle che impongono all’azienda di Fornacette di lavorare di più.

E pensare che la Comes nasce nel 1961 in un piccolo fondo, a Pontedera, dal padre di Giuliano, Roberto. Il primo capitale investito è rappresentato dai risparmi di Dante Signorini, padre di Roberto e nonno di Giuliano. «Devo tutto al mio babbo, che ha saputo trasformare i soldi di mio nonno prima in un’officina, poi in una ditta sempre più grande», dice il titolare della Comes.

Poi, però, Giuliano precisa: «Anche qui non sono mancati i momenti difficili. Durante la chiusura totale del marzo scorso la produzione si è fermata, è stato un colpo durissimo. Ho deciso di anticipare la cassa integrazione ai dipendenti per cinque mesi, senza che dovessero attendere i tempi dello Stato. I nostri bilanci hanno accusato il blocco del Paese, ma non ci siamo mai persi d’animo». Dalle 8 ore giornaliere fino al venerdì, alle 24 ore di lavoro fino al sabato.

Un cambiamento profondo per la Comes. «Ho assunto 5 persone a tempo indeterminato, e cinque hanno un contratto di tre mesi che potrebbe trasformarsi in definitivo. Se la mole di commesse rimane invariata, da qui a luglio potremmo assumere altri 5 lavoratori». —

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