Video porno e bestemmie durante l’open day a scuola

Sono una decina i casi segnalati in provincia di Pisa alla polizia postale che sta indagando. La sgradita esperienza è capitata ad alcuni genitori e insegnanti  

PONTEDERA. La presentazione telematica delle scuole finisce sotto attacco hacker, proprio durante gli open day organizzati da alcune scuole primarie di primo grado della provincia. Ma la nuova “moda” non ha risparmiato neppure le lezioni di catechismo di una piccola parrocchia del Lungomonte pisano.

Sono una decina le segnalazioni arrivate in questi primi giorni dell’anno alla polizia postale di Pisa che si sta attivando, non solo per dare consigli alle scuole su come certi fenomeni possono essere arginati. Sta anche cercando di capire (la cosa è tutt’altro che facile) chi sono i “disturbatori”. Ma cosa fanno in concreto? Interrompono gli incontri online, organizzati da remoto con i genitori, e trasmettono film erotici o messaggi vocali con bestemmie di ogni genere. Una sgradita esperienza capitata a genitori e insegnanti di un istituto di Pontedera e anche dell’Alta Valdera. In particolare si trattava di open day organizzati sulla piattaforma Meet. Di cosa si tratta? I disturbatori sono entrati nella “stanza”, nella quale gli insegnanti stavano illustrando ai partecipanti il programma didattico. All’improvviso, tra un discorso serio e l’altro, sono state trasmesse immagini pornografiche e bestemmie in diretta. La video-presentazione è stata interrotta, i genitori hanno subito disattivato il collegamento. Sono però seguite inevitabili lamentele. Non dimentichiamo che spesso durante le visite virtuali delle scuole spesso oltre ai genitori sono in collegamento da casa anche gli stessi alunni.


Episodi abbastanza spiacevoli che i dirigenti scolastici o anche i singoli insegnanti hanno subito segnalato alla polizia postale. Ovviamente le scuole non sono responsabili in alcun modo di quello che è successo. Va detto anche che di solito questo tipo di attacchi in genere è messo in atto da chi conosce bene i meccanismi della Rete. Potrebbero essere anche minorenni che lo fanno senza pensare alle conseguenze penali di questo tipo di azioni. Agli istituti che hanno segnalato gli attacchi (conosciuti con il termine di zoombombing e che si stanno diffondendo in tutto il territorio nazionale) la polizia postale ha consigliato di non rinunciare agli open day che vengono organizzati per presentare le singole scuole in vista delle iscrizioni scolastiche. Ma di riproporre gli open day selezionando i partecipanti attraverso inviti riservati. Dovranno essere previsti cioè accessi condizionati organizzati dagli stessi animatori digitali che durante la pandemia - diciamo che questo genere di violenza potrebbe essere un effetto secondario del Covid - stanno seguendo le attività per far conoscere l’offerta formativa ma anche i servizi dei singoli istituti. Alle singole famiglie interessate a visitare la scuola potrebbero essere inviati messaggi con un codice di accesso per il successivo collegamento. Insomma, visto che ormai il fenomeno è sempre più diffuso, le scuole dovranno organizzarsi per limitare le possibilità di incursioni spiacevoli durante le loro videoconferenze a cui di solito è facile collegarsi in quanto il link per il collegamento è generalmente pubblico. 

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