Finge di essere innamorato e le porta via tutti i risparmi

Sotto processo un commerciante d’auto accusato di circonvenzione d’incapace. Tra ricariche Postepay e prelievi diretti della donna sono spariti oltre 20mila euro

pontedera. Le aveva fatto intendere che tra loro era nata una storia, una relazione che poteva funzionare, ma che andata alimentata. Non solo con i sentimenti. Servivano soldi per togliere i brutti pensieri dovuti all’attività di lui. Lo aveva fatto scegliendo come bersaglio una persona fragile, bisognosa di una protezione che pensava di poter trovare nell’uomo pronto a dimostrarle un affetto per troppo tempo sconosciuto. Per la Procura quel legame era viziato nelle genuinità dei sentimenti. Serviva solo a spillare soldi alla donna affetta da un’invalidità civile elevata e dal carattere manipolabile. Accusato di circonvenzione di incapace, Massimo La Bua, 57 anni, originario della provincia di Padova, è stato rinviato a giudizio dal gup Donato D’Auria accogliendo la richiesta del pm Aldo Mantovani.

Una storia andata avanti dal settembre 2018 al novembre 2019. Difeso dall’avvocato Roberto Nocent, l’imputato è in carcere a Pisa per altri reati contestati per la sua attività di venditore di auto usate in Veneto in cui ha collezionato condanne per truffa e appropriazione indebita. Nel periodo della presunta relazione con la donna pontederese era in Valdera per affari. Nella confidenza del rapporto lui le aveva rivelato di avere problemi nella sua attività di commerciante d’auto. E così erano iniziate le ricariche di Postepay intestate ad altre persone, amici di La Bua, per alcune migliaia di euro. Non solo. I sostegni erano andati avanti con consegne in contanti e a più riprese per una somma complessiva di circa 20mila euro. Soldi spariti insieme allo spasimante veneto ora finito sotto processo. —