Pizza “clandestina” al circolo, 7 multati dai carabinieri

Il circolo Arci di Stibbio

L'episodio in provincia di Pisa: consiglieri e volontari sorpresi a mangiare nel locale chiuso 

SAN MINIATO. La porta era chiusa, le luci - almeno dall’esterno - sembravano spente. Ma all’interno del circolo c’erano sette persone, tra volontari e consiglieri, che stavano mangiando una pizza tutti insieme, in una serata “arancione”.

Qualcuno ha fatto la soffiata ai carabinieri di San Miniato, che hanno sorpreso il gruppetto a cena. Così la pizza è diventata decisamente indigesta per tutti loro, che dovranno sborsare quattrocento euro a testa per l’assembramento a tavola.


E alla multa potrebbe aggiungersi un provvedimento di chiusura del circolo.

È successo sabato scorso, al circolo Arci di Stibbio, chiuso per il rispetto delle misure anti-contagio. I sette - almeno così hanno raccontato - si erano riuniti per prendere alcune decisioni in merito al circolo. E poi, visto che nel frattempo si era fatta l’ora di cena, hanno deciso di ordinare delle pizze da asporto (e fin qui tutto regolare), da mangiare tutti insieme (e qui c’è la violazione).

Consapevoli del rischio, si sono rinchiusi all’interno del circolo e hanno fatto in modo che da fuori non si vedessero le luci accese all’interno. Una serie di accortezze che però non sono bastate ad evitare la “frittata” (salata).

Perché evidentemente qualcuno ha saputo di quella “cena clandestina” e ha deciso di avvertire i carabinieri. Con una pattuglia che, intorno alle 20.45, ha bussato alla porta della casa del popolo. «Chi è?». «Carabinieri, aprite».

E a quel punto l’atmosfera conviviale è stata spazzata via da un conto complessivo di 3.200 euro.

«Purtroppo – sottolinea il vicepresidente dell’Arci zona Cuoio, David Spalletti – è stata commessa una leggerezza, su questo non ci sono dubbi. Dispiace che siano stati colpiti volontari e consiglieri che in questo anno difficilissimo per tutti i circoli a causa dell’emergenza coronavirus e delle conseguenti misure restrittive, si sono impegnati tanto, ristrutturando gli interni e rimettendo a nuove alcune stanze in vista della ripresa dell’attività».

Sacrifici dettati dalla passione e dall’attaccamento a una realtà-simbolo del paese. «L’errore comunque c’è stato – puntualizza Spalletti –. Siamo in attesa di capire se verranno presi dei provvedimenti anche nei confronti del circolo: al momento non abbiamo ricevuto nessuna notifica in proposito».

Si vedrà, anche perché nel frattempo i circoli devono restare chiusi anche in zona gialla. «E su questo, invece, ci sarebbe molto da dire. Perché andando in giro – sottolinea ancora il vicepresidente dell’Arci zona Cuoio – si vedono assembramenti soprattutto nei locali di piccole dimensioni, mentre i nostri, nella maggior parte dei casi, potrebbero contare su spazi ampi, dove la somministrazione sarebbe possibile nel pieno rispetto di tutte le misure anti-Covid».

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