«Il coraggio di rialzarci dopo l’alluvione serva da esempio per un’altra rinascita»

Presentato il libro di Maccheroni, primo cittadino dal 1965 al 1975: «È stato faticoso, ma spero dia una spinta agli amministratori di oggi» 

PONTEDERA. I corsi e ricorsi storici della “Scienza nuova” di Giambattista Vico immortalano plasticamente due momenti della vita di Pontedera. Dall’alluvione del 1966, che sconvolse e ridisegnò la città, alla pandemia da coronavirus, che ancora oggi continua ad imperversare. Da Giacomo Maccheroni, primo cittadino, presidente del Consiglio regionale della Toscana e deputato, a Matteo Franconi, sindaco di oggi che accoglie il suo predecessore per la presentazione del suo ultimo libro, “Governare la città. Pontedera (1965 – 1975). Ricordi e riflessioni” (Tagete Edizioni). Un invito, appunto, a ricordare e a riflettere, con l’ambizione – e la speranza – di tradurre il passato in un esempio per il futuro.

GIOCO DI SQUADRA


«La data del 10 gennaio per presentare il volume di Giacomo non è casuale – esordisce il sindaco Franconi – proprio in questa data, nel 1965, il consiglio comunale nominò Maccheroni come sindaco di Pontedera». Sono passati 56 anni da allora, ma dietro lo scorrere del tempo c’è una città che chiede ancora oggi un’amministrazione decisa e coraggiosa. «Ciò che ci racconta Giacomo è sempre attuale: il gioco di squadra e la sinergia all’interno della macchina comunale sono fondamentali per garantire sviluppo – continua – Pontedera è una città che ci perdona una scelta sbagliata, ma che non ci perdonerebbe mai una non scelta».

Un ritornello che, nel volume, appare ripetutamente. «Questo libro ha un taglio diverso dal solito, non è un riassunto dell’attività della giunta di Giacomo che, per la verità, avrebbe richiesto centinaia e centinaia di pagine – spiega il curatore, Michele Quirici – emerge però il concetto dell'importanza della squadra, della macchina comunale e dei rapporti personali, un dipinto che Giacomo ha voluto regalarci e che ci invita a riflettere su cosa significhi amministrare».

SINDACI DI IERI E DI OGGI

Oltre ai sindaci Marco Gherardini e Renzo Macelloni, insieme a Franconi e Maccheroni c’è anche un altro sindaco della storia pontederese, successore proprio dell’autore del libro: Carletto Monni. «Quando Giacomo mi accennò alla sua idea di scrivere un libro, avevo qualche dubbio al riguardo – spiega – leggendo le bozze, però, mi sono accorto che non si trattava di una semplice nostalgia dei tempi andati, bensì un esempio per oggi». Anche se i tempi non sembrano dei migliori. «Purtroppo c'è uno sfaldamento tra il popolo e la classe dirigente, una vera e propria “caccia al politico” – continua – quel che è successo a Washington ci dimostra che sono sentimenti vivi, ma io ricordo tanti uomini e tante donne che sacrificavano il proprio tempo per la città: c’era la consapevolezza di fare il bene della collettività».

IL CORAGGIO DEL FARE

Le due parole che ricorrono più di frequente, in sala del consiglio comunale, sono “coraggio” e “fare”. Una filosofia pratica che Maccheroni fa propria. «Questo libro mi è costato grande fatica, ma spero di poter dare una spinta agli amministratori di oggi – dice – serve il coraggio del fare, non arrendetevi alle avversità: se abbiamo superato un’alluvione, oggi possiamo risolvere i problemi che ci sono con i mezzi e la tecnologia che abbiamo a disposizione». E da qui, ripartire. «Partendo dalle difficoltà possiamo ricostruire pezzi d’Italia, dobbiamo credere alle nostre idee e al nostro impegno – conclude – usciamo dallo scoraggiamento, io ho fiducia: al sindaco Franconi chiedo di trovare unità, perché amministrare significa dare una prospettiva alla comunità». —