Nonna Renata sconfigge il Covid a 102 anni e torna a passeggio nel parco degli animali

L’orentanese è ospite della casa di riposo “Madonna del Rosario”: «Ho visto la guerra, figuratevi se mi fa paura il virus». Il nipote: «Una donna dalla forza straordinaria, sempre in contatto grazie alle videochiamate quotidiane»

CASTELFRANCO.  Renata è tornata  ad accarezzare la zebra, le caprette e gli asini. Una passeggiata nel parco, due chiacchiere con le amiche e una videochiamata con il nipote a Roma hanno scandito la giornata del ritorno alla libertà. A 102 anni. Il coronavirus non è riuscito a togliere il sorriso alla “nonna” della casa di riposo di Orentano, che mercoledì 16 dicembre ha finito la quarantena di ventuno giorni. Vissuti serenamente, da positiva asintomatica, tra alti e bassi sul piano psicologico che non hanno intaccato l’ironia di una donna forte, legata a doppio filo al suo paese, che nel corso dei suoi 37.335 giorni di vita ha sempre trovato la forza di superare lutti e ostacoli «Oh Nini, ho visto la guerra, figuriamoci se mi fa paura questo virus» ha continuato a dire agli operatori della Rsa “Madonna del Rosario” durante la “prigionia”.

Contadina per una vita, vedova dal 1984, Renata Galligani porta nel cuore i segni di tanti lutti: ha salutato per sempre i figli Luigi e Renato, il marito Gaspero. Ma ha saputo guardare avanti, con quella lucidità che un paio di anni fa l’ha spinta ad “avvicinarsi” alla casa di riposo del paese, intanto per qualche ora al giorno. E che poi, dopo qualche mese “di prova” le ha consigliato di trasferirsi “h24” nella struttura. Dove il Covid, al primo tentativo, nella primavera scorsa, non era riuscito a fare breccia. Ma che invece stavolta è entrato, contagiando 45 degli 80 ospiti, oltre a una buona fetta dei 60 operatori e causando, purtroppo, tre decessi. Non è però riuscito a scalfire l’organizzazione della Rsa e a rompere – come invece è accaduto altrove – quel filo così delicato quanto importante che unisce gli ospiti ai familiari. Niente visite, ovviamente. Ma aggiornamenti mattutini per tutti sulle condizioni di salute dei propri cari. E un pool di quattro persone incaricato di rispondere, durante la giornata, alle chiamate dei parenti, senza alcun limite.


«Ho visto nonna praticamente tutti i giorni, in videochiamata». Andrea Carlini ha 48 anni, è uno dei tre nipoti di Renata (insieme a suo fratello Fabio e al cugino Alberto che vive a Orentano), e abita a Roma. Perché suo padre Luigi faceva parte di quella generazione di pasticceri orentanesi che emigrarono nella Capitale in cerca di fortuna e che poi d’estate tornavano al paese natale (fu così che nacque la sagra del bigné con tanto di Dolcione). E anche Renata viveva per diversi mesi all’anno a Roma con il figlio, per poi tornare nella sua Orentano.

«Nonna ha un carattere forte – racconta Andrea – ma ha sempre accettato i consigli per il suo bene». E l’ha fatto anche dopo che è risultata positiva, seguendo le indicazioni degli operatori, seppur con un velo di tristezza: «In queste settimane le videochiamate sono state quotidiane. A volte era un po’giù di morale perché non poteva vedere le sue migliori amiche, con le quali di solito trascorreva le giornata e si ritrovava a pranzo e a cena. Altre volte l’ho trovata più serena. Ma sempre lucida». Con una frase, riferita al Covid, pronunciata quotidianamente: “Speriamo che passi presto”. Ora è passato. La quarantena è finita, domani Renata è attesa dall’ultimo tampone, come tutti gli altri ospiti positivi da tre settimane.

Ma la fase critica è ormai alle spalle: «Abbiamo sempre adottato tutti i protocolli previsti da Asl, Ministero e Regione – sottolinea il direttore Riccardo Novi, anche lui positivo, che ha scelto di trascorrere la quarantena all’interno della Rsa –. Tuttavia abbiamo puntato al mantenimento dell’aspetto di stimolo relazionale e di attività, dalla messa alla tombola. La mente va a coloro che non ce l’hanno fatta a superare il virus. Un altro pensiero va a chi ancora è in ospedale. Ora, trascorsi i ventuno giorni non dobbiamo comunque abbassare la guardia e, in accordo con il Girot dell’Asl, andremo avanti qualche altro giorno con le misure di protezione prima di tornare alla normalità».

Nel frattempo Novi ringrazia «il meraviglioso personale per la dedizione dimostrata: è stata un’esperienza brutta ma nella quale ognuno di loro ha mostrato il meglio di sé. Inoltre ringrazio il presidente della Fondazione, monsignor Morello Morelli e il cda, gli orentanesi e la parrocchia per il sostegno, i bambini e genitori della scuola Sant’Anna che hanno fatto dei bellissimi disegni per i nonni durante questo periodo; il vescovo Andrea Migliavacca, il parroco don Sergio Occhipinti, oltre ad Asl, Società della Salute, Girot, Usca e Comune: se ne siamo usciti – aggiunge il direttore – è grazie a uno splendido lavoro di squadra». E Renata? «È stata straordinaria. Non si è mai scoraggiata. E ora può finalmente tornare a fare i suoi giri nel nostro parco con gli animali». –