SANTA CROCE. Un anno e mezzo fa trovò nel supermercato dove lavorava una busta con oltre mille euro al suo interno. E la riconsegnò, dopo averla cercata in ogni modo, alla legittima proprietaria. Da quando è esplosa l’emergenza coronavirus ha ideato nel supermercato Conad di Santa Croce, della quale è caponegozio a soli 28 anni, un concorso. Quello di “mascherina più simpatica”, lanciato sui social e in grado di regalare ai clienti 100 buoni da spendere in buoni alimentari.
Vanessa Betta, però, nelle settimane scorse si è resa protagonista di un altro bel gesto per un’intera famiglia colpita dal Covid-19 e bloccata a casa.
«I primi giorni di ottobre, all’inizio della seconda ondata pandemica, sono risultato positivo al primo tampone dopo aver avuto tre giorni di febbre – racconta Gino Roberto, camionista di Castelfranco di Sotto –. Purtroppo anche mia moglie è risultata positiva, così come i miei suoceri ultra ottantenni che sono anche stati ricoverati per problemi respiratori. Positivi anche mia figlia e mio genero. Un’intera famiglia costretta in quarantena».
Alla preoccupazione e l’ansia per lo stato di salute si aggiungono i bisogni più semplici. Uno dei più importanti, ovviamente, è quello di fare la spesa. Il problema è che Gino e la moglie non sono molto pratici dei pagamenti online e, pur essendo clienti Conad da tempo, non ha mai fatto la spesa direttamente dal sito.
«Per questo abbiamo ricaricato una carta e chiamato nel punto vendita di Santa Croce. Ci ha risposto Vanessa, che non ci conosceva ma è stata subito molto disponibile – racconta Gino Roberto –. Ci ha seguito passo dopo passo e noi siamo riusciti, con il suo aiuto, a fare la spesa sul sito».
Resta il problema del ritiro, perché l’opzione scelta dal camionista è quella del ritiro nel punto vendita.
A questo se ne aggiunge un altro. «In quelle settimane, con l’aumento dei casi e le restrizioni che sono tornate a farsi importanti, molte persone hanno fatto scorta nel nostro punto vendita – racconta Vanessa Betta –. Per questo molti dei prodotti scelti da Gino non erano disponibili. Alla fine, dunque, il conto finale era di qualche decina di euro superiore al previsto. Lui, poi, non poteva passare a ritirare la spesa e nessuno poteva farlo al suo posto. Per questo ho deciso di andare direttamente io a casa sua e di aggiungere la cifra necessaria per chiudere lo scontrino».
Vanessa, pur avendo sentito Gino al telefono una sola volta, si fida di lui. Capisce il momento di difficoltà e anticipa i soldi di tasca sua. «Un piccolo gesto, ma in quel momento di grande difficoltà per me è stato meraviglioso. Quando Vanessa è arrivata a casa abbiamo consegnato in una busta i soldi, ma la riconoscenza nei suoi confronti non poteva finire lì».
Nel frattempo il camionista guarisce e torna al suo lavoro, 43 giorni dopo il primo tampone positivo. E sabato scorso si presenta con una stella di Natale nel punto vendita di via Caravaggio a Santa Croce. «Non mi aspettavo questa sorpresa, io amo il mio lavoro e fin da piccola ho sempre desiderato lavorare a contatto con il pubblico – spiega Vanessa –. Fare qualcosa per gli altri è la cosa che mi dà maggiore soddisfazione, quindi non appena ho capito cosa stava facendo Gino mi sono emozionata. Aver dato un sorriso a lui, come cerco di fare con molte altre persone che vengono ogni giorno nel mio negozio, penso sia la cosa più importante in un momento difficile come questo». —
