CASCINA. Le campane e i rintocchi dell’orologio della torre campanaria della chiesa di Visignano sono troppo rumorosi. Il sindaco Michelangelo Betti interviene con un’ordinanza e impone al parroco di contenere le emissioni sonore provocate dalle campane. Succede nella tranquilla Cascina, o meglio in una frazioncina, Visignano, che è quasi alle porte di Pisa. Il contenzioso nasce in primavera, si trascina per tutta l’estate con minacce di querele e interventi di Arpat per misurare i rumori. La patata bollente rimbalza per mesi, fino al ballottaggio. Poi il Comune deve prendere una decisione. C’è un cittadino che protesta da quasi un anno: ritiene che le campane della chiesa accanto a casa sua costituiscano un vero e proprio motivo di disturbo della quiete pubblica.
La storia trova quindi una svolta. Nell’ordinanza emessa ieri dal sindaco Betti si impone al parroco della chiesa dei santi Pietro e Giusto, in via Sirio Moggi, di zittire le campane, a tutela della sicurezza, della salute e dell’igiene pubblica. Come? Adottando un sistema per il contenimento delle emissioni sonore causate, appunto, dall’utilizzo delle campane.
L’ordine non lascia scampo: il sacerdote deve adottare «immediatamente e senza indugio, tutti gli accorgimenti necessari a limitare le emissioni rumorose, in particolare riguardo alle aree confinanti con le abitazioni». Alla parrocchia viene anche chiesto di predisporre e trasmettere entro 15 giorni un piano di bonifica che descriva dettagliatamente gli interventi finalizzati alla riduzione del rumore in modo da rispettare i limiti di legge.
In sostanza, Arpat dà ragione al cittadino che non tollera lo scampanare. Nel sopralluogo Arpat ha osservato due tipologie di emissioni sonore provenienti dal campanile: i rintocchi dell’orologio e tre minuti di attivazione continua delle campane. La misurazione dei rumori è tutta a sfavore della chiesa. Arpat parla di un notevole superamento dei limiti di legge. Da qui la richiesta, già dei mesi scorsi, di mettere a punto un intervento per mitigare i rumori, così da far rientrare le emissioni acustiche dell’orologio campanario nei limiti previsti dalla legge. Il parroco tenta di resistere con un avvocato inviando ad Arpat le sue controdeduzioni. Per lo stato italiano il suono delle campane non è sanzionabile solo quando tale suono è finalizzato a richiamare i fedeli alle funzioni religiose, messe, matrimoni, funerali e non quando serve a scandire le ore della giornata. La querelle ha una via abbastanza tracciata. Il piano di bonifica chiesto da Arpat però non arriva. Così dopo mesi tocca al sindaco firmare un’ordinanza che potrà essere impugnata davanti al Tar, tribunale amministrativo regionale, della Toscana.
Ma le campane, nel frattempo, dovranno restare in silenzio se non saranno in grado di “abbassare la voce”. –

