Delitto di Castelfranco, testimonianze e silenzi: «La moglie e il figlio avevano la morte negli occhi»

Luigi Cascino, accanto Roberto Checcucci e in alto a destra il luogo del delitto. Qui sopra la palazzina di via Battisti a Fucecchio

Il giorno dopo l’arresto di Cascino atmosfera surreale nel cortile di via Battisti, teatro dei litigi sfociati nel delitto. La famiglia: «Non vogliamo dire niente»

FUCECCHIO. «Avevano la morte negli occhi». Cinque parole per descrivere un flash fatto di rabbia, dolore, smarrimento e chissà quanti altri sentimenti, che si mescolano nel cuore e nella mente di una donna e di un giovane che hanno appena trascorso la prima notte da moglie e figlio di un uomo che è in carcere perché – secondo gli inquirenti – ha ucciso il vicino di casa a coltellate e colpi di mazzuolo: Luigi Cascino avrebbe ucciso Roberto Checcucci per vendetta nei confronti del fratello della vittima, con il quale litigava da anni per questioni condominiali.

Luigi è al Don Bosco. Sua moglie Carmela Falsone è in casa, insieme a uno dei loro due figli. Nello stesso palazzo dove viveva Roberto e dove Gilberto Checcucci cerca di tirare avanti, tra la soddisfazione «minima», come l’ha definita lui, di un presunto assassino finito dietro le sbarre, l’auspicio «che lo chiudano in una cella e buttino via la chiave» e, soprattutto, il dolore per fratello ammazzato in quel modo e il rancore verso «quella famiglia lì».



Il giorno dopo l’arresto, nel cortile di via Battisti a Fucecchio c’è un silenzio surreale. Otto appartamenti (tre dei quali della famiglia Checcucci e altri tre di proprietà della zia di Gilberto e Roberto), che sembrano come sospesi. E anche chi abita nei dintorni preferisce il silenzio ai giudizi: «Luigi? Una persona tranquilla, mai visto uno scatto d’ira da parte sua». Lo ripete chi lo vedeva in paese e chi ci lavorava insieme, confidandosi con un amico. Perché la zona rossa ha cancellato i capannelli e ridotto al minimo le possibilità di incontro tra paesani, ma ovviamente a Fucecchio il tema dell’omicidio ha scalzato nelle conversazioni (almeno per un giorno), analisi, paure e prese di posizioni sul Covid. E comunque la curiosità – che prende il sopravvento sui “no comment” di circostanza – spinge gli occhi del conoscente di turno addosso a Carmela e a suo figlio, che scendono dall’auto di ritorno da una commissione: «Sì, li ho visti stamani – sentenzia –. Non saprei come descriverli, ho visto la morte nei loro sguardi». E nessuna voglia di parlare del dramma che stanno vivendo. Quando suona il campanello, dopo alcuni istanti di esitazione, è la moglie di Luigi ad affacciarsi al terrazzo al primo piano. Ma la conversazione non parte neanche. Appena capisce di avere di fronte un giornalista, con un balzo riporta in casa il suo sguardo pieno di dolore, riuscendo a pronunciare una sola frase con un filo di voce: «Non ci interessa parlare». —