Morto nel cantiere a 47 anni, assolti imprenditore e direttore dei lavori

La sentenza: non ci sono responsabili per l’infortunio letale  in cui perse la vita un artigiano di 47 anni dopo una caduta

CASCINA. Assoluzione perché il fatto non sussiste. È la sentenza pronunciata ieri dal giudice Antonella Frizilio nei confronti dei due imputati a processo con l’accusa di omicidio colposo in concorso.

A quasi sette anni dalla morte su un cantiere edile di Alessandro Galli, 47 anni, artigiano di Peccioli, sposato e padre di due figli, arriva il verdetto che esclude responsabilità in capo all’imprenditore edile Davide Morucci, 47 anni, di Peccioli e alla referente per la sicurezza del cantiere, l’architetto Barbara Tonissi, 50 anni, di Pontedera.


Gli imputati erano difesi dagli avvocati Giovanni Frullano e Riccardo Ghilli, mentre la famiglia di Galli si era costituita parte civile con il legale Silvia Morelli.

Il pm Giancarlo Dominijanni aveva concluso la sua requisitoria chiedendo una condanna a 3 anni.

Galli perse la vita la mattina del 6 dicembre 2013 per le lesioni provocate dalla caduta da un solaio di un casale in ristrutturazione a Latignano.

Era sul cantiere come lavoratore autonomo. Un muratore chiamato dall’amico e collega Morucci per sistemare la casa colonica in via Rotina nella campagna di Latignano.

Un incarico usuale per l’artigiano che in quella occasione non era stato cercato dalla proprietà del casale per i lavori di ristrutturazione, ma dal titolare della ditta individuale, Morucci che gli aveva affidato alcune opere in una sorta di subappalto.

Nessun testimone assistette alla caduta dal solaio. Fu Morucci, poco dopo le 9 di quel venerdì di dicembre, a vedere in terra il corpo esanime di Galli con gravissime ferite alla testa. E fu lui a dare l’allarme chiamando il 118. Era immobile l’artigiano stramazzato al suolo dopo un volo di almeno un paio di metri. Un impatto che di lì a qualche minuto si rivelò mortale. La ricostruzione in aula sull’allestimento del cantiere e il rispetto delle norme di sicurezza hanno escluso negligenze contestabili ai due imputati che sono stati assolti con formula piena. 

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