Luminarie, Lego, arredi e... Ferragni: quanto costa il Natale a Pontedera

Un terzo sarà sborsato dal Comune, il resto dalla Fondazione con il supporto di aziende della zona. Il sindaco respinge le critiche per il maxi investimento in piena pandemia: «Tutto deciso in estate»

PONTEDERA. Con tutta probabilità dovrà essere cambiato il nome del progetto scelto dall’amministrazione di Pontedera per le festività natalizie 2020. Luci, opere, installazioni artistiche e mostre passeranno da “Natale ad arte” a “Natale di polemica”. In piena pandemia, con un’emergenza sanitaria, sociale ed economica senza precedenti recenti, dopo lo scontro tra maggioranza e opposizione sulla Madonna con il volto di Chiara Ferragni nel presepe sul terrazzo del Municipio, sta scoppiando un altro caso.

Tutto si lega al preventivo di 250mila euro che la Fondazione per la Cultura di Pontedera ha presentato al Comune per lanciare le festività nel centro della città. Un costo piuttosto elevato e che Fratelli d’Italia ha criticato in chiusura del consiglio comunale fiume (9 ore) del 19 novembre scorso.


Una cifra totale difesa, così come il presepe, dal sindaco Matteo Franconi. «Le installazioni artistiche 2020 avranno un costo di oltre 337mila euro. Con un bilancio consuntivo in rosso, con oltre 5 milioni di perdite, l’amministrazione avrebbe dovuto limitare le spese – dicono in una nota congiunta i consiglieri di Fdi Matteo Bagnoli e Franco Valleggi –. Questi soldi andavano spesi per i cittadini e commercianti in difficoltà». A questo si collega il nuovo attacco a Franconi che, sempre durante il consiglio comunale, ha comunicato che la Madonna con il volto della Ferragni non sarà rimosso dal presepe. «Bagnoli forse non ha capito la mia risposta durante lo streaming del consiglio comunale e, intanto, ha fatto male i conti – precisa subito in risposta il sindaco di Pontedera –. Il preventivo presentato da Fondazione per la Cultura per il Natale 2020 è stato di 250mila euro complessivi. Perfettamente in linea con la spesa effettuata lo scorso anno. A questa cifra totale, messa insieme da Fondazione con altri sponsor che non si sono tirati indietro in questo periodo difficile, vanno sottratti gli 87mila euro messi a bilancio dal Comune. E non sommati come ha fatto Bagnoli rilanciando sui social in modo errato la questione discussa in consiglio».

Fatta la precisazione sui numeri, resta da capire perché l’amministrazione, con un centro praticamente deserto e molti dei negozi chiusi da metà novembre e almeno fino al 3 dicembre prossimo, abbia investito comunque una cifra così consistente. Anche se non direttamente, la Fondazione stessa è comunque un soggetto costituito nel 2016 da due enti pubblici (Comune di Pontedera e Comune di Peccioli) e molti degli sponsor sono comunque società a partecipazione pubblica. Una su tutte la Ecofor Service, il cui capitale sociale è per una fetta in mano a 12 Comuni.

«Abbiamo programmato “Natale ad arte” nel luglio scorso, quando la situazione era ben diversa da quella attuale e ad agosto, con un post sulla mia pagina Facebook, ho annunciato che avremmo anticipato le iniziative legate al Natale addirittura al 6 novembre, cercando di prevedere l’arrivo di una seconda ondata – spiega ancora Franconi –. Resta il fatto che lo scorso anno la sola mostra del Palp valeva 200mila euro. Mentre adesso ne vengono investiti 250mila dentro i quali rientrano sia la mostra “I Love Lego”, che durerà comunque fino ad aprile, sia molte altre iniziative che dureranno fino a marzo».

Oltre alle installazioni, la regia dell’evento è Alberto Bartalini, architetto che ha pensato anche a un nuovo arredo urbano. E proprio il lavoro su illuminazioni e servizi legati alle installazioni apre una nuova domanda all’amministrazione: quante e quali aziende beneficeranno direttamente dei 250mila euro investiti dal Comune e da altri soggetti misti pubblico-privato? «Presto sarà fatto un rendiconto completo, ma in buona parte sono Reica Group, Ideal Form, Artemisia e Vivaio Parco delle Rose – ha spiegato il sindaco direttamente in consiglio comunale –. Tutte aziende del territorio». —

alessandro bientinesi

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi