Muore studente di 23 anni per un malore: la prima a soccorrerlo è stata la madre

Purtroppo inutili i tentativi di rianimare Mattia Matteoli, studente universitario. Sotto choc l’intero paese dove viveva

Un malore improvviso ha sorpreso Mattia Matteoli, 23 anni, studente universitario, mentre era in casa a Orciatico. Impossibile per lui chiedere aiuto. Quando la madre è tornata dal lavoro, all’ora di pranzo, ha visto il figlio accasciato sul divano. Lo ha chiamato più volte, ma ormai Mattia non sentiva più la sua voce. Era incosciente, restava solo una debole speranza. Non c’era tempo da perdere. Immediata la richiesta di intervento al 118 che ha inviato sul posto più mezzi e il medico. Ogni tentativo di rianimare il ragazzo è stato inutile. Un dolore immenso per la sua famiglia e per le piccole comunità di Orciatico e Lajatico. Un giovane strappato alla vita nel momento più bello, quando cominciava a realizzare alcuni dei suoi sogni. Il suo cuore si è fermato a causa di una malattia congenita, conosciuta come sindrome del "Qt lungo", un disturbo dell’attività elettrica del cuore. Non dà sintomi premonitori così da apparire inspiegabile, soprattutto quando si porta via persone giovani, come Mattia.


Il giovane era a conoscenza del disturbo di cui soffriva che teneva sotto controllo medico ma è stato impossibile evitare la tragedia. Quando i soccorritori hanno lasciato l’abitazione della famiglia Matteoli, dopo avere cercato di fare tutte le manovre previste dai protocolli dal massaggio cardiaco alla ventilazione, il paese si è unito al dolore dei genitori e del fratello Giulio. La mamma, Antonella Macchi, lavora a La Sterza, il padre Marco è un dipendente del Comune di Lajatico. Tra i primi ad arrivare a Orciatico, il sindaco Alessio Barbafieri e il vicesindaco Roberto Turini.

Un giorno difficile da dimenticare mentre sui social "scorrono" davanti agli occhi degli amici increduli le foto che lo stesso Mattia aveva condiviso per ricordare le sue passioni (come la fotografia) e i momenti più belli. Le passeggiate sulle colline dell’Alta Valdera per andare in cerca di funghi e per raccogliere l’uva nel periodo della vendemmia, le giornate al mare, l’amore per la natura e gli animali. Dopo essersi diplomato al liceo scientifico Carducci a Volterra, si era iscritto all’Università a Pisa e un giorno avrebbe voluto lavorare, così ricordano gli amici, come tecnico in un’azienda sanitaria locale. Un ragazzo dolce, sempre disponibile verso gli altri. La notizia è uno choc. «Mattia mio caro che il cielo ti accolga e che gli angeli si prendano cura di te. Riposa in pace», scrive un’amica su Facebook. Difficile trovare le parole giuste per alleviare il dolore dei genitori che si trovano di fronte al dolore più grande.

Nel pomeriggio di sabato 21  novembre, pur con le restrizioni imposte a causa del coronavirus, ci saranno i funerali. 

IL DOLORE DEL SINDACO

Quello di ieri su Facebook per il sindaco di Lajatico, Alessio Barbafieri, è stato «il post più difficile» e che nonavrebbemaivolutoscrivere. «Ma mi sento di farlo perché credo di dover dare voceallosconfortoealdolore che tutta lanostra comunità sta provando – ha sottolineato ricordando Mattia Matteoli, «un ragazzo straordinario,asoli23anni, con il suo carico di sogni e speranze peril futuro, con il suo amore per la sua terra chetantevolteciharaccontato in foto attraverso i social, con la sua voglia di studiareedicostruirsiunavvenire, con il suo modo di fare educato e allo stesso tempo amichevole». Alessio Barbafieri ha avuto un pensiero perla famiglia del giovane morto ieri, alla quale hasentito«didoverrappresentare tutta la nostra vicinanza,dapartedell’amministrazionecomunaleedeicittadini. Se davvero ciò che abbiamo fatto in vita rimanepersempre,di luirimarrà certamente il bene che ha voluto a tante persone che hanno avuto modo di conoscerlo e che certamente lo hannoricambiato».

 

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