La sindrome del Qt lungo che provoca gravi aritmie

L’anomalia si può rilevare durante l’elettrocardiogramma in occasione di un controllo  come la visita per l’idoneità all’attività sportiva

LAJATICO. La diagnosi si può fare anche in occasione di un semplice controllo medico, in pieno benessere, magari per una visita d’idoneità sportiva, fino alla comparsa improvvisa di una sincope ovvero la perdita di coscienza con una caduta a terra.

La cosiddetta sindrome del “Qt lungo” è un disturbo dell’attività elettrica del cuore. Può presentarsi su base congenita, a causa dell’assunzione di taluni farmaci oppure in caso di sforzi fisici eccessivi.


Quando le cellule cardiache devono normalmente contrarsi e rilasciarsi (settanta volte in media al minuto), grazie allo stimolo elettrico che parte da un preciso punto del cuore e che segue una determinata via, si può evidenziare l’anomalia osservando il tratto Qt dell’elettrocardiogramma che controlla proprio questa precisa fase del funzionamento cardiaco.

In base alla lunghezza di tale intervallo e l’eventuale presenza di disturbi più o meno importanti, si può valutare se sia o meno necessario prendere ulteriori provvedimenti oppure ricorrere all’impianto d’un defibrillatore cardiaco, una specie di peacemaker.

Il rischio, infatti, è che si possano generare gravi aritmie in grado di mandare il cuore in tilt.

La diagnosi è comunque importante perché, in caso ad esempio che la persona abbia un fratello gemello, appare indispensabile praticare su quest’ultimo i medesimi accertamenti clinici e strumentali per una diagnosi precoce. —

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