Curare gli organi interni senza incisioni e anestesie grazie a un robot

Da sinistra Selene Tognarelli, Andrea Mariani, Arianna Menciassi e Laura Morchi

Pontedera, il laboratorio di BioRobotica della Sant’Anna primo al mondo nel “Kuka innovation award 2020”

PONTEDERA. Curare un rene, un utero o qualsiasi altro organo interno senza effettuare incisioni, anestesie, sterilizzazioni e, addirittura, ricoveri in ospedale. Una visione futuristica della medicina che arriva dall’Istituto di BioRobotica di Pontedera. Qui un team di ricerca della Scuola superiore Sant’Anna ha sviluppato una piattaforma robotica per chirurgia a ultrasuoni focalizzati, in grado di affrontare esigenze cliniche che la chirurgia tradizionale non può risolvere. Un progetto, ora in fase di test sui maiali, che è stato riconosciuto il migliore al “Kuka innovation award 2020 - Medical robotics challenge”, la competizione internazionale di robotica medica organizzata da Kuka, azienda leader mondiale nella produzione di robot industriali e collaborativi.

“Hifusk” (High intensity focused ultrasound surgery based on Kuka robot) è stato sviluppato da Arianna Menciassi, docente e prorettore della Sant’Anna, insieme a due dottorandi (Andrea Mariani e Laura Morchi), alla project manager Selene Tognarelli e agli assegnisti di ricerca Andrea Cafarelli e Alessandro Diodato. Il progetto nasce dall’idea di combinare robotica e ultrasuoni focalizzati che, tra le tecniche chirurgiche finora disponibili, risulta essere un trattamento ideale per molte patologie che colpiscono gli organi interni.


La precisione del robot permette di focalizzare l’energia in un punto che ha la dimensione di un chicco di riso. La piattaforma è in più capace di tracciare e compensare i movimenti dovuti alla respirazione del paziente. Questo consente un trattamento chirurgico che è preciso grazie alla robotica e non invasivo grazie agli ultrasuoni mirati.

Queste caratteristiche hanno permesso al progetto dell’Istituto di BioRobotica di mettersi in luce in una competizione che ha l’obiettivo di sviluppare sistemi robotici in grado di interagire con gli esseri umani nel campo medico, per favorire diagnosi e terapie mirate ed efficaci.

«Il nostro progetto – spiega Menciassi – combina la flessibilità della robotica con la potenza degli ultrasuoni focalizzati, così da aumentare la precisione, la velocità e le opportunità terapeutiche della chirurgia basata su ultrasuoni focalizzati, un’alternativa non invasiva e sicura alla chirurgia tradizionale. La robotica può dare un contributo essenziale per incrementare l’utilizzo clinico di queste soluzioni terapeutiche. L’obiettivo è quello di ridurre l’invasività delle soluzioni terapeutiche e interventistiche con un approccio più mirato. In questa nuova frontiera dei trattamenti, l’intelligenza artificiale e l’uso dei dati contribuiscono a migliorare le procedure chirurgiche e le scelte diagnostiche».

Il progetto “Hifusk” non solo ha vinto il “Kuka innovation award 2020” ma ha avuto il via libera per eseguire test sui maiali. Le applicazioni in campo veterinario hanno notevole importanza perché possono essere un’occasione per test più sostenibili e quindi un viatico per una più facile certificazione della piattaforma. —


 

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