«Due amiche hanno scavalcato il cancello e hanno preso il cane di Khrystyna»

La casa sequestrata e Khrystyna Novak

Il vicino racconta il blitz avvenuto due giorni dopo la scomparsa della 29enne. Il titolare del locale: «Non la vedevo da mesi»

CASTELFRANCO DI SOTTO. «Prima ci siamo resi conto che Khrystyna non c’era più. Due giorni dopo sono arrivate due amiche. Hanno scavalcato il cancello della villetta e hanno portato via il cane (un volpino bianco, ndr) della giovane». Lo racconta Francesco Lupino, così come altri vicini che abitano a Corte Nardi dove Khrystyna Novak, 29 anni, di origini ucraine, viveva insieme al fidanzato arrestato dalla polizia il pomeriggio del 31 ottobre. È sempre più fitto il mistero della scomparsa della donna su cui indaga la Procura di Pisa che ha aperto un fascicolo per il reato di sequestro di persona. Capire cosa è successo nelle ore successive nella villetta diventa fondamentale.

Le ultime foto dai lei pubblicate sui social la ritraggono in un stretto abbraccio con il fidanzato, dopo che erano stati in vacanza in Ucraina.


Si sa che il primo novembre la giovane donna è nella casa. Alle 9 alcuni vicini, preoccupati per l’intervento della polizia, suonano per due volte al campanello. «Le ho chiesto se aveva bisogno di aiuto – dice Francesco, che fa il tatuatore e vive in una casa dell’uomo arrestato – ha risposto che non voleva parlare ed è finita lì. Non l’abbiamo più vista». Nel piccolo borgo, dove tutti si conoscono, capiscono subito che la giovane non c’è più, già dal 2 novembre. Ma vedono le luci accese e sentono il cane. Nel frattempo dall’Ucraina la madre si mette in contatto con alcune amiche della giovane e chiede aiuto. «Di solito mia figlia mi chiama tre, quattro volte al giorno – è lo strazio della madre – dal primo novembre non l’ho più sentita».

A Corte Nardi arrivano le amiche, non si sa se accompagnate da uno o da due uomini. Altre giovani che vivono nella zona di Montecatini Terme e che Khrystyna ha conosciuto in un locale di Altopascio. Le amiche riescono ad entrare nella proprietà e “liberano” il cagnolino. Nei giorni successivi in casa entra l’ex moglie, andata a prendere alcune cose dell’uomo e segnala che la giovane non c’è. Le ricerche cominciano il 9 novembre quando un avvocato romano, tramite il consolato, denuncia che la giovane non si trova.

«Non voglio parlare di questa storia», dice l’ex moglie che la sera del 31, deve recarsi al commissariato di Pontedera a prendere il figlio minorenne che era insieme al padre e alla fidanzata al momento dell’arresto dell’uomo. Ed è lei che accompagna l’ucraina – lei non guida e non parla bene l’italiano – a Orentano. Si possono fare molte ipotesi, di certezze al momento non ce ne sono.

Un’amica della giovane racconta di averla sentita spaventata e che un vicino era andato a suonare alla porta per capire cosa era successo. Niente di più. Si sa inoltre che la polizia, quando deve effettuare il sopralluogo, convoca l’ex moglie dell’imprenditore che apre il cancello della villetta. La casa è in ordine. Su un tavolo la borsa e il passaporto della donna. C’è chi sostiene che nella porta c’erano le chiavi ma anche questo è da confermare. Il telefono è scomparso con Khrystyna ed è spento. Quando la polizia scientifica effettua il sopralluogo (esteso ad un’area del giardino dove è stato sepolto un cane) non trova scene che fanno pensare a una colluttazione, nessuna traccia evidente di sangue.

Anche il titolare del locale di Altopascio dove la giovane ha lavorato, Francesco Ceriello, dice di non averla più vista. «Siamo chiusi per Covid – afferma – questa ragazza è stata da noi tre o quattro mesi fa. Era lei a doversi rendere conto che non stava con la persona giusta». –




 

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