La Madonna del presepe ha il volto di Chiara Ferragni. La Lega: schiaffo ai cristiani - Video

Fa discutere la Natività esposta al terrazzo del Comune a Pontedera. Il sindaco: niente limiti all’arte

PONTEDERA. Un presepe sul terrazzo del palazzo comunale, proprio sotto la scritta “Municipio”. Un insieme di personaggi classici con Gesù in primo piano sorretto da quello che sembra Giuseppe e dalla Madonna. Ma, attenzione, non una Vergine Maria tradizionale, ma quantomeno particolare, visto che ha il volto della famosa influencer Chiara Ferragni.

Chiara Ferragni come la Vergine Maria nel presepe di Pontedera, è polemica: "Offende la religione cristiana"

La rappresentazione è stata allestita da alcuni giorni, dopo che nel centro di Pontedera erano arrivati anche altri elementi del progetto “Arte per non dormire” che va di pari passo a “Natale d’Arte”, promosso dal Comune. Una serie d’installazioni curate da Alberto Bartalini che hanno già diviso l’opinione della città, come sempre accade. Ma la presenza della donna da quasi 22 milioni di follower su Instagram è destinata a far discutere molto a Pontedera. Nella sorta di quadro realizzato dall’artista senese Jacopo Pischedda, Chiara Ferragni è l’unico volto noto ed è stata scelta per la sua capacità di catalizzare l’attenzione dei giovani. E, sulla scia delle sue apparizioni per le campagne pro-mascherine in questa difficile epoca segnata dalla pandemia, appare anche sul terrazzo di Palazzo Stefanelli per il Natale più bistrattato degli ultimi anni.

Di sicuro ci sarà chi criticherà la scelta di sostituire il volto della Madonna con quello dell’influencer, moglie del rapper Fedez. Qualche esperto d’arte criticherà la qualità dell’opera di Pischedda. Ma ci sarà anche chi apprezzerà la decisione dell’artista senese e dell’architetto Bartalini, ovviamente con l’avallo del Comune, di “sfruttare” un simbolo dei tempi in cui viviamo, dominati dai social e dai selfie, ma anche dal commercio online e dai messaggi alla popolazione dei politici in diretta su Facebook.

Di sicuro il viso di Chiara Ferragni è anche una scelta mediatica, fatta per attirare l’attenzione su un’opera posizionata in alto, difficile da osservare attentamente da vicino. Ma dopo l’allestimento, le foto sul giornale e qualche discussione in strada o nelle case, potrà diventare un caso di cui parlare a tavola tra chi la ritiene un’opera inutile e chi, invece, ne tesserà le lodi.

Il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi dice all’agenzia Agi: «L’arte esiste solamente se il committente non esercita la superbia arrogante di voler limitare l’artista». Ma, come spesso accade, c’è chi invece punta il dito proprio sulla decisione del Comune. È la Lega di Pontedera per voce della capogruppo in consiglio comunale Rebecca Stefanelli: «Non critichiamo l’opera dell’artista e neppure Chiara Ferragni che, in realtà, rappresenta un simbolo per tante persone. Contestiamo l’amministrazione comunale che ha scelto di autorizzare un’installazione che rappresenta la Natività con il volto della Madonna sostituito da un personaggio pubblico. È uno schiaffo alla cristianità. Tra l’altro, Pontedera ha aderito a un’associazione che promuove la tradizione dei presepi, mentre ora fa una scelta in netta contraddizione».

L'AUTORE

«Ho scelto l’influencer perché riesce a parlare a milioni di giovani»

 «L’idea mi è venuta vedendo su Instagram il lavoro del grafico Francesco Vezzoli realizzato per Vanity Fair. Credo che Chiara Ferragni rappresenti una Madonna contemporanea, capace di influenzare milioni di persone. Mi è sembrata una cosa simpatica».

Jacopo Pischedda è l’artista di Siena che ha realizzato il prese esposto sul terrazzo del Comune di Pontedera apparso da pochi giorni a chi passa da corso Matteotti. «Il mio è un paragone ardito, lo so – dice – ma credo che la Madonna è stata capace d’influenzare positivamente attraverso le raffigurazioni sui quadri. Chiara Ferragni lo fa con le foto dei social network. L’influencer ha saputo costruirsi un mondo attorno grazie alla tecnologia. È un simbolo della donna dei nostri tempi. Ha una carica comunicativa enorme, basti pensare alla scelta del governo di usare il suo volto per le campagne dedicate all’uso delle mascherine in questo periodo di emergenza sanitaria dovuta al coronavirus».

Poi però confessa: «Non ho chiesto autorizzazioni per utilizzare il suo volto sulla mia raffigurazione del presepe. Spero di non incappare in problemi legali».

Questo lo vedremo in seguito. Di fatto, però, Pischedda è l’autore anche dell’installazione nell’atrio di Palazzo Stefanelli con quadri incentrati sulla figura di Gesù. «Ho voluto cambiare l’identificazione che si è ha di Gesù, legato sempre al sacrificio della crocifissione. Ho voluto proporlo in una veste cresciuta come se fosse intento a rincorrere i propri sogni e le proprie passioni».

Anche in questo caso un Gesù contemporaneo, come la Madonna affacciata sul terrazzo di Palazzo Stefanelli sul corso. Una visione che può dividere e che può essere interpretata come azzardata. Ma che si propone l’obiettivo di far discutere su una scelta fatta dall’artista e, di conseguenza, dall’amministrazione comunale che ospita nel proprio edificio le opere di Pischedda.

IL PARROCO DI PONTEDERA

«È una bella cosa, per ora ho visto le foto su Facebook»

 «Mi pare una bella cosa». Don Piero Dini, preposto di Pontedera apprezza il presepe con il viso di Chiara Ferragni al posto di quello della Madonna. Secondo lui «è un fatto positivo che un Comune scelga di ospitare nel proprio edificio la rappresentazione della Natività. Credo che Pontedera sia l’unico a farlo». E poco importa se non si tratta di un presepe tradizionale. E neppure che il volto della Vergine Maria sia stato sostituito da un personaggio pubblico, e spesso molto discusso, come quello della nota influencer. «Credo che la scelta possa essere indubbiamente forte – dice don Dini – ma non mi sbilancerei più di tanto tirando in ballo la blasfemia. È comunque il viso di una donna e va bene lo stesso». Il sacerdote confessa di non averlo ancora visto “dal vivo”, ma soltanto in foto in una pagina di Facebook. Altro segno dei tempi che cambiano e che difficilmente torneranno indietro dal punto di vista dell’invasione dei social nella vita dei cittadini. Quello che, invece, non cambia, è la scelta del preposto di realizzare un presepe “a metà” che resta presente nel duomo di Pontedera per tutto l’anno. «Fra poco accenderemo l’illuminazione – dice il prete –. È una rappresentazione che per metà raffigura la Natività e per l’altra la crocifissione. Ormai è una tradizione per noi con le due festività più importanti della nostra religione. E le celebriamo anche in questa maniera, mantenendo per tutti e dodici i mesi dell’anno queste raffigurazioni all’interno della chiesa più importante della città».