Stalkerizzava la badante dell’anziana e facoltosa madre

Un’udienza in Tribunale a Pisa (foto d’archivio)

Lui è un professionista di circa 60 anni: assolto dal reato di calunnia di cui lo avevano accusato la donna e il compagno

PONTEDERA. Un anno e sei mesi. È questa la condanna che è stata inflitta in primo grado ad un professionista di circa 60 anni, residente in Valdera, che da alcuni anni ha ingaggiato una battaglia legale contro un’amica dell’anziana madre, accusandola di circonvenzione di incapace. Al momento a finire sul banco degli imputati è stato il sessantenne, accusato di atti persecutori dalla badante-amica della facoltosa pensionata e dalla figlia della badante e dal compagno della badante stessa (assistita dall’avvocato Alberto Marchesi). Una vicenda tormentata che ha visto dapprima il professionista allontanarsi da casa. Per poi tornare e scoprire che l’anziana madre aveva ceduto buona parte dei suoi beni. Aveva anche scoperto che in casa con la 93enne viveva la donna che lui considera estranea alla sua famiglia. Il sospetto che la madre non sia più in grado di disporre delle proprie volontà ha innescato una serie di situazioni, con più tentativi messi in atto da parte del professionista, per vedere l’anziana madre. A questi hanno fatto seguito una serie di denunce in quanto il commercialista, che si è sentito defraudato del patrimonio familiare e teme e di perdere altro da questa unione in cui a suo dire la mamma è vulnerabile e raggirabile. Da qui i tentativi di fare pressione sull’amica-badante della madre che non ha esitato a rivolgersi ai carabinieri in più occasioni. In passato a carico dell’uomo è stato emesso un divieto di avvicinamento a casa della madre (che non riesce più a vedere dal 2018). Divieto che l’imputato non vuole sapere di rispettare in quanto ritiene di avere a sua volta subìto un torto. Per le sue pressioni e i tentativi di andare a casa della madre, il sessantenne (difeso dall’avvocato Francesco Virgone) è finito in carcere. Se il commercialista è stato condannato per gli atti persecutori nei confronti della badante e della figlia, è stato assolto dagli altri reati: per lo stalking e le minacce nei confronti del compagno della badante e per il reato di calunnia nei confronti di tutti e tre: della badante, del compagno e della figlia della badante. —
 

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