Macelloni a Bini: «Progettiamo la nuova Unione dei Comuni»

A sinistra Renzo Macelloni, sindaco di Peccioli; a destra Mirko Bini, primo cittadino a Terricciola

La mossa del sindaco di Peccioli a pochi giorni dalla fine del Parco Alta Valdera: lettera al collega di Terricciola per lanciare una nuova esperienza amministrativa

PECCIOLI. Morto un papa se ne fa un altro, si dice in Vaticano. Morta un’Unione se ne fa un’altra, è il detto che si sta affermando in Alta Valdera. Conclusa l’esperienza della comunità di Parco, le amministrazioni lavorano a una nuova struttura sovracomunale. Protagonisti di questa nuova pagina sono i sindaci di Peccioli, Renzo Macelloni, e quello di Terricciola, Mirko Bini, che lavorano a una nuova alleanza fra Comuni che raccolga quanto di buono emerso nelle precedenti esperienze e che superi i limiti burocratici che hanno tarpato le ali al Parco Alta Valdera.

A far partire questa nuova fase è una lettera inviata ieri da Macelloni a Bini: «Caro Mirko, l’associazione dei Comuni del Parco Alta Valdera che abbiamo costituito quattro anni fa è giunta al capolinea. Da un lato questo è da imputarsi alle difficoltà interne alla struttura. Dall’altro è soprattutto la natura stessa delle unioni: così come sono strutturate e regolamentare dalla legge 40 non rappresentano un contributo serio alla necessità sempre più inderogabile di efficientamento della macchina amministrativa dei nostri Comuni mediante processi di razionalizzazione. Ambedue conveniamo sul fatto che questo processo e questo percorso siano giunti al termine. A mio avviso, ma credo di non essere il solo, si impone alla nostra attenzione la necessità (ancor più impellente ai tempi del Covid-19) di avere strutture razionali, forti, formate ed efficienti in grado di rispondere a problemi oggettivi e maggiori rispetto a prima».


Fatta questa premessa, Macelloni lancia a Bini la proposta: «Chiedo a te, in veste di rappresentante di uno dei due Comuni più grandi del Parco Alta Valdera sulle cui spalle pesa una maggiore responsabilità, se insieme possiamo avere un supplemento di riflessione e di visione strategica, con l’obiettivo di evitare di disperdere questa grande energia associativa che è presente nella nostra Valdera. Possiamo attingere a esperienza e bagaglio comune per lanciare un progetto che, partendo dalle attuali difficoltà, vada molto oltre l’attuale situazione?».

Una domanda a cui vi è un’unica risposta: «Qualora tu fossi d’accordo con questa impostazione – scrive Macelloni a Bini –, ti inviterei, senza ulteriore dilazione, a un incontro per predisporre un accordo base entro la fine del mese. A seguire potremmo prenderci il mese di ottobre per redarre un testo completo che punti in futuro a una razionalizzazione dei nostri strumenti burocratici in un’unica struttura».

Insomma la proposta altro non è che una fusione-non fusione tra Comuni. Vale a dire costituire un’unica struttura amministrativa, con una pianta organica comune, ma mantenendo i due consigli comunali. O forse tre, visto che sarebbe informalmente coinvolto anche il sindaco di Lajatico Alessio Barbafieri. —

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