Terme di Casciana, salta la liquidazione della Spa

L’ingresso delle Terme di Casciana

Il Comune chiede alla Regione e al liquidatore di rivedere gli indirizzi del piano. In ballo c’è l’usufrutto della palazzina della riabilitazione. I soci non deliberano

CASCIANA TERME (Lari). Sulle Terme si è rotto l’incantesimo tra Comune e Regione? L’operazione per dismettere la partecipazione della Regione segna uno stop non previsto. Così mentre Vittorio Bugli, assessore alla presidenza della Regione Toscana, il 24 luglio annunciava di avere “sistemato” la questione delle Terme di Casciana con la «liquidazione delle società immobiliari che sta andando avanti», nella seduta del 27 luglio il consiglio comunale di Casciana Terme e il sindaco, Mirko Terreni, hanno messo alcuni paletti alla liquidazione della società Terme di Casciana spa. Si parla della liquidazione di questa società, con l’uscita di scena della Regione, da dicembre 2017 anche se l’atto formale è del 15 ottobre 2018. Siamo arrivati alla scadenza del mandato degli amministratori regionali e la questione non è ancora chiusa. E l’altro giorno l’assemblea dei soci di Terme di Casciana non ha deliberato. Il Comune chiede (la mozione è passata a maggioranza) che il liquidatore prima di sciogliere Terme di Casciana, proprietaria degli stabilimenti storici, della nuda proprietà di Villa Borri, della palazzina della riabilitazione, del 100 per cento delle quote di Bagni di Casciana srl, locataria dello stabilimento delle Terme verso Bagni di Casciana srl e garante dei mutui, compia un ulteriore passaggio. Gli impone di procedere alla retrocessione dell’usufrutto dell’immobile della palazzina della riabilitazione dalla controllata Bagni di Casciana srl (titolare della convenzione con l’Asl e datore di lavoro del personale dello stabilimento termale) a Terme di Casciana spa. Contestualmente sarà accollato a quest’ultima un mutuo che in origine era di un milione di euro. Il valore residuo dell’usufrutto sarà coperto con la rinuncia parziale del credito che Terme di Casciana vanta nei confronti di Bagni di Casciana srl.

Il liquidatore, che è la dottoressa Arabella Ventura, dovrà anche stipulare un contratto di affitto con Bagni di Casciana srl per la palazzina della riabilitazione e dei locali del Gran Caffè. Quando avrà fatto tutto questo, il liquidatore potrà concludere le operazioni, assegnando i beni ai soci in proporzione alle azioni detenute, previo tentativo di vendita dell’immobile di Villa Borri. Questo al fine di estinguere i mutui esistenti in capo a Terme di Casciana spa, con assegnazione al Comune di Casciana Terme Lari del 100 per cento delle quote di Bagni di Casciana srl.


Facile immaginare l’imbarazzo: ora che si rinnova il consiglio regionale l’operazione doveva essere stata delineata con chiarezza. Nello scenario proposto c’era anche la ricerca di un socio privato per Bagni di Casciana. Durante la liquidazione, tra l’altro, Bagni di Casciana ha acceso un mutuo di un milione con la Cassa di Volterra servito a chiudere a stralcio un altro mutuo da 1,7milioni con l’ex Carismi. Restano dunque la retrocessione del mutuo, la questione della riabilitazione e l’assegnazione dei beni da Terme di Casciana ai soci per poi chiudere la liquidazione.