«Che emozione gli applausi di Fucecchio. Studio “Bastiano” e sogno di vincere il Palio»

Il ventenne Luca Boldrini vincitore di una batteria in Buca è allievo del fantino che ha trionfato cinque volte a Siena 

FUCECCHIO. Se ci si pensa il Palio di Fucecchio – prima dell’avvento dei fantini senesi – era nato con la “postilla” di far correre fantini locali. Poi la manifestazione è cresciuta, sono sparite le staffe e la sella da ippodromo e la monta è diventata a pelo, cioè come in Piazza del Campo a Siena. A 40 anni di distanza dalla nascita del Palio di Fucecchio, la città sta diventando per certi versi autosufficiente: le dirigenze si occupano di cavalli e fantini per tutto l’anno, ci sono ottimi professionisti che seguono i cavalli, ci sono i proprietari (i “cavallai”) e adesso iniziano a fare capolino anche i fantini.

Luca Boldrini, 20 anni, è uno di questi: sabato ha vinto la sua batteria alle corse di mezz’estate, compiendo un sorpasso all’esterno all’ultima curva da fotografia. La folla l’ha applaudito e incitato, come mai si era visto in Buca per un fantino. Luca è figlio di Andrea Boldrini (ex storico capitano di Cappiano) e coi cavalli c’è nato e cresciuto. Però tra il fare scuola di equitazione e poi mettersi in testa di diventare un fantino da Palio ce ne corre: Boldrini, tuttavia, ha quel fuoco dentro che serve in questi casi per emergere dalla media. E poi sta crescendo alla scuola di Silvano Vigni detto “Bastano”, cinque carriere vinte a Siena. Ecco Bastiano è stato un grandissimo fantino a cavallo e soprattutto un grandissimo fantino “a terra”, perché la sua capacità di intessere rapporti e di conoscere il proprio ambiente è probabilmente unica.


Prima porta girevole di questa storia: Bastiano ha indossato la giubba di Cappiano, la stessa che anche Boldrini sogna di vestire. Anche se, è risaputo, i fantini non hanno bandiera (Luigi Bruschelli nasce del Valdimontone ma ha vestito pure i colori della nemica, il Nicchio). Perché il Palio ha un talento particolare: intreccia i fili del destino come nient’altro. Per Boldrini vale lo stesso: debuttante in Buca, ha vinto emozionando e convincendo. Ma, facendo tesoro dei consigli di Bastiano, non si monta la testa: «È stata un’emozione enorme ricevere quegli applausi – racconta –. Ho visto quello spazio in curva, mi sono buttato ed è andata bene. Spero di continuare il mio percorso e sinceramente aver incontrato Silvano è qualcosa che nella vita ti accade una volta sola ha la capacità di farti capire i tuoi errori ed è soltanto così che si migliora. È un grandissimo preparatore oltre che una persona squisita».

Luca Boldrini fa il ragazzo di scuderia a Vescona, su quelle crete senesi regno del suo maestro. Ha lasciato gli studi alle superiori, ha iniziato a lavorare a La Palagina ma poi troppo forte è stato il richiamo dei cavalli. Il sogno di Boldrini è quello di riuscire a stare al canapo con Giovanni Atzeni, Carlo Sanna e Valter Pusceddu, i fantini di oggi da cui trae ispirazione. E fra 10 anni dove si vede? «Dura rispondere ma mi piacerebbe aver corso dei Palii importanti, a partire da Siena e dalla mia Fucecchio». E vincere il Palio per la sua contrada Cappiano? «Certamente, sarebbe un risultato enorme». In Buca si è discusso anche del suo futuro “nome di battaglia”: chissà che qualche dirigenza senese a tempo debito non punti davvero su di lui e non decida di ribattezzarlo “Bastianino”, come fu fatto con Cianchino in riferimento al suo maestro Ciancone. –

marco sabia