Sara Bosi in scena all’anfiteatro Fonte Mazzola

L’anfiteatro Fonte Mazzola di Peccioli

Ancora uno spettacolo all’anfiteatro Fonte Mazzola di Peccioli: il palco sotto le stelle ospita “Darling” collaborazione con la Scuola di formazione del mestiere dell’attore-L’Oltrarno diretta da Pierfrancesco Favino

PECCIOLI. Si torna in scena all’anfiteatro Fonte Mazzola di Peccioli. Stasera (inizio alle 21.30) il palco sotto le stelle ospita “Darling” di e con Sara Bosi, in collaborazione con la Scuola di formazione del mestiere dell’attore - L’Oltrarno (spettacolo gratuito, prenotazione obbligatoria). L'Oltrarno nasce nel 2015 per volontà del direttore del Teatro della Toscana Marco Giorgetti e dell’attore Pierfrancesco Favino. Nel 2018 la Scuola trova nel Comune di Peccioli e nella sua Fondazione Peccioliper un partner ideale nel comune intento di promuovere l'arte e la cultura con una particolare attenzione al territorio e al contesto in cui opera.

«In un momento drammatico come quello legato all'emergenza Covid, in cui il nostro settore, insieme a molti altri, ha dovuto fermarsi bruscamente – spiegano i responsabili della Scuola – il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni, tramite la Fondazione Peccioliper, ha dimostrato ancora una volta la propria sensibilità e il supporto alla nostra scuola. Ci è stata coraggiosamente regalata l'opportunità di partecipare a questa edizione di 11 Lune a Peccioli permettendoci, attraverso la messa in scena del lavoro di quest'anno, di tener fede alla responsabilità verso la nostra arte e la nostra comunità».

“Darling” racconta tramite un’unica attrice, quattro storie di quattro piccole grandi donne diverse per sogni ed età. La prima una bambina-ragazza innamorata dell’amore che si trova di fronte all’emozione di ricevere in dono il suo primo anello. La seconda una giovane anziana che realizza l’immobilità del suo essere quando, forse, è troppo tardi. La terza deve fare i conti con le ansie e le disillusioni scottanti di un amore finito per la volontà di chissà chi. La quarta è arrabbiata, triste, stanca, pone domande a cui davvero non sa dare risposte, logorata dal bisogno di dare un volto a chi le procura dolore anche se, probabilmente, la sua necessità si riduce a voler essere ascoltata. —