Addio a Chiara, le parole del compagno Edoardo: «Prima o poi la vedrò con l’abito da sposa»

Fucecchio, lo struggente ricordo durante il funerale della 35enne: «Sarà sempre accanto a me». Palloncini bianchi per l'addio alla paladina della lotta ai tumori

FUCECCHIO. Il colore bianco - fra i suoi tanti significati - incarna la speranza nel futuro, la fiducia nel prossimo e nel mondo in genere. Tutti tratti distintivi di Chiara Giuntoli, la sfortunata ragazza di nemmeno 36 anni che venerdì è morta a causa delle complicazioni di un tumore al seno che aveva scoperto 20 mesi fa e contro il quale aveva combattuto strenuamente. Ma perché il bianco? Perché all’uscita del feretro dalla chiesa della Collegiata di Fucecchio - dove ieri si è celebrato il suo funerale - parenti e amici hanno lasciato volare tanti palloncini bianchi. Che saranno arrivati in cielo, dove Chiara li ha raccolti e adesso li custodisce gelosamente, felice di aver lasciato un ricordo così limpido nella sua - troppo breve - esperienza terrena.

La chiesa, anche se non ci fossero state le disposizioni da coronavirus - non avrebbe potuto contenere tutte le persone che l’avevano conosciuta e apprezzata o che semplicemente si erano affezionate a lei dopo aver letto la sua storia di dolore e di speranza. E infatti in tantissimi sono rimasti fuori, dove erano stati posizionati degli altoparlanti per permettere ai presenti di ascoltare la funzione religiosa. Chiara si è addormentata sognando di convolare a nozze col suo compagno Edoardo Parisi che mercoledì - due giorni prima della sua scomparsa - le aveva chiesto di sposarlo. Una scena che più umana non poteva essere e che avrebbe frantumato anche il più duro dei cuori di pietra. Ieri Edoardo, davanti a tutta la chiesa, ha voluto ricordare Chiara. E lo ha fatto sottolineando l’importanza del messaggio che questa ragazza sempre sorridente ci ha lasciato: vivere e apprezzare ogni istante della vita.

Non è chiaro dove Edoardo abbia trovato la forza di parlare senza commuoversi; probabilmente era Chiara a guidarlo, sorreggendolo quando la voce mostrava segni di cedimento e le lacrime chiedevano il permesso di uscire.Queste sono le parole di Edoardo, che vanno lette perché danno una visione chiara e limpida della vita, di ciò che realmente conta: «Tutte le persone che sono qua dimostrano che la forza di Chiara era farsi amare. Io vengo da una famiglia molto religiosa, ma non sono il prototipo del credente perfetto. Devo dirlo (rivolgendosi a don Udoji e a don Cristiani, che hanno celebrato la funzione, ndc): sono un pochino arrabbiato col vostro "datore di lavoro", perché poteva darmi almeno il tempo di vederla vestita da sposa. Non voglio però pensare che la vita finisca in una bara, perché Chiara deve essere accanto a me e a tutte le persone che la amavano».Poi Edoardo ha raccontato come si sono conosciuti:

«Quando ci siamo incontrati, le ho chiesto che sogni avesse, perché io come tanti sognavo una bella macchina, viaggiare, una carriera. Lei, invece, mi ha risposto che desiderava sposarsi e avere una famiglia. Lì ho pensato che i suoi sogni fossero "normali", mentre adesso realizzo che i suoi sogni erano i più belli di tutti. Darei tutto per far sì che i suoi desideri si realizzino, ma non è possibile. La vita va di corsa, sei preso da tante cose ma non avete idea di cosa darei per rifarci colazione assieme».Da qui la richiesta di prendere Chiara come esempio: «Vi chiedo, affinché non tutto sia vano, di amare e apprezzare ogni istante della vostra vita. Io son sicuro che ci rivedremo, un lieto fine tra noi ci sarà: Chiara non vedo l’ora di vederti vestita da sposa». Le parole del suo compagno hanno comportato uno spontaneo applauso generale e non poteva essere diversamente. Poi la salma di Chiara è stata posta nella cappella di famiglia nel cimitero di Fucecchio. Ieri doveva piovere, ma nessuna tempesta avrebbe pareggiato le lacrime versate per la sua scomparsa.