Col Tirreno in visita a Virgo: lo spazio profondo dietro casa nostra

Il gruppo di lettori alll'interferometro Virgo

La visita di “Noi Tirreno” all’interferometro di Cascina guidati dal direttore Katsanevas che annuncia un grande evento ad aprile 

CASCINA. Il 14 settembre 2015 fu “ascoltata” la prima onda gravitazionale, una scoperta che valse un Nobel. Il 17 agosto 2017 un’altra data storica: la prima onda gravitazionale prodotta dalla collisione di due stelle di neutroni permise di allertare la comunità scientifica e puntare sulla sorgente del segnale tutti gli strumenti astronomici disponibili. La “flotta terrestre” riuscì così anche a vedere questo scontro a 130 milioni di anni luce da noi, segnando la nascita dell’astronomia multi-messaggero, un passo avanti prodigioso nella nostra conoscenza dello spazio .

Gli scienziati stanno così aggiornando la cartografia dell’universo grazie alle nuove conoscenze. Ma la prossima data storica, il “Graal” degli scienziati, «sarebbe vedere una supernova con tutti gli strumenti disponibili. Ciò consentirebbe di osservare esattamente la fine di una stella, un problema scientifico di cruciale importanza». Lo ha spiegato ai lettori di Noi Tirreno il direttore dell’Osservatorio gravitazionale europeo (Ego), Stavros Katsanevas, durante la nostra visita di ieri all’interferometro Virgo. Che ha anche annunciato una grande conferenza internazionale, che avverrà dal 22 al 24 aprile 2020 proprio a Virgo, per fare il punto sullo stato della ricerca.

Guidati dal professor Katsanevas, i nostri lettori hanno potuto comprendere la natura delle onde gravitazionali che furono previste un secolo fa da Einstein. Ma soprattutto hanno visto coi loro occhi la complessità dell’interferometro, uno strumento così preciso da registrare un’oscillazione mille volte più piccola del diametro di un protone («come versare un bicchiere di vino nel mare e misurare di quanto si sono innalzati gli oceani»). Gli specchi di Virgo, su cui riflette il laser, sono gli oggetti più fermi del pianeta. Il moto ondoso, il volo degli elicotteri, i movimenti sismici, persino il passaggio delle nuvole altererebbe le rilevazioni se non fossero annullati dalla tecnologia dei “superattenuatori”.

Ciò rende Virgo anche uno strumento straordinario per monitorare eventi naturali come i terremoti, come dimostra la collaborazione con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Così i nostri lettori hanno avuto il privilegio di visitare l’interferometro dietro casa nostra, uno dei pochissimi al mondo insieme ai due gemelli americani “Ligo” e prossimamente a “Kagra” in Giappone.