Giommy con il suo smartphone fa riflettere su social e relazioni

Inaugurata in piazza Beini l’opera realizzata dal maestro Giovanni da Monreale: è un ragazzo in vetroresina che si diletta su una panchina con un videogame

santa croce. Se chiedi a 7-8 santacrocesi non sanno indicarti piazza del Beini. Poi un benzinaio ti chiede: “Quale, quella piazza con le mucche?”. Ecco, ora sarà anche la piazza Giommy, un’opera in vetroresina con struttura in acciaio, colori forti alla glicerina, realizzata a grandezza naturale dal metro Giovanni da Monreale che sta “spippolando” su un smartphone.

È stata inaugurata ieri mattina, presente la sindaca di Santa Croce Glulia Deidda, per far riflettere - non poco - sul nostro tempo, sul nostro modo di vivere.


Quel ragazzino in vetroresina seduto sulla panchina è un’altra straordinaria idea di Fabrizio Masoni, dell’omonima conceria che si affaccia sulla medesima piazza, che sembra tutto fuorché un opificio. La classe e il gusto degli abbellimenti non mancano né all’esterno e né all’interno. Insomma Masoni coniuga alla perfezione quello che è il suo impegno di imprenditore conciario e quelli che sono i suoi gusti di valorizzare l’ambiente e la cittadina dove vive. Lungimiranza, come ha riconosciuto la stessa sindaca nel suo intervento di apertura con il quale ha ringraziato tutti i presenti e le scolaresche intervenute.

Visto che ci stavano le classi terze B e D delle medie di Santa Croce e di Staffoli che hanno interagito alla perfezione quando chiamate in causa. Come Tommaso e Dario, coinvolti da Sofia Capuano, responsabile Servizi educativi del Comune. Entrambi sollecitati hanno saputo dare una chiara definizione tra le differenze esistenti tra contatti sui social e personali, precisando che quella data dai telefonini non deve «essere l’unica possibilità che abbiamo per comunicare».

Perché Giommy vuol trasmettere proprio questo, rendendo «fondamentale» come ha fatto rilevare Fabrizio Masoni, ciò che appena dieci anni fa «non esisteva». E rivolto ai giovani studenti li ha esortati a non abbandonare la tradizione dei libri per l’innovazione del web, di dedicare ai videogames il tempo tecnico corretto e di non dimenticare di essere curiosi».

L’opera Giommy ci mette inesorabilmente di fronte alla quotidianità, senza condannarla, ma lasciando a tutti noi il libero arbitrio i interpretare e di capire come poter usufruire di questo epocale cambiamento. Temi e tematiche ripresi anche dall’assessora Elisa Bertelli che ha ricordato come Santa Croce possa sfoggiare «tante opere sul territorio, anche grazie alla premura di imprenditori attenti»; mentre il videomaket Wikipedro ha posto l’accento sulle varie «possibilità che il web offre anche per lavorare in settori fino a qualche anno fa impensabili».

Insomma il maestro Giovanni Sardisco, in arte Giovanni da Monreale, di Pietrasanta fa riflettere ancora. —

Paolo Falconi