Due giorni di sospensione al sindacalista della Piaggio

Massimo Cappellini col megafono durante una manifestazione di operai della Piaggio

Pontedera: è il secondo provvedimento ai danni di Massimo Cappellini, storico delegato Fiom. In caso di terza “punizione” in due anni, l’operaio rischia il licenziamento

PONTEDERA. È arrivata la comunicazione della Piaggio al sindacalista della Fiom Cgil, Massimo Cappellini, rispetto all’apertura del procedimento disciplinare nei suoi confronti, dopo l’accesa lite con il responsabile della produzione dello stabilimento Due Ruote (2R). Nella raccomandata, che il delegato della Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) ha ritirato all’ufficio postale sabato 21 settembre, c’è scritto che sarà sospeso dal lavoro per due giornate. È il secondo provvedimento di questo tipo, e con la stessa motivazione, nel giro di cinque mesi. Se nell’arco di due anni ne dovesse arrivare un altro, e con la medesima motivazione, Cappellini rischierebbe il licenziamento, secondo il contratto nazionale dei metalmeccanici e lo statuto dei lavoratori.

In questa circostanza, secondo quanto spiegato in una nota dell’inizio di settembre degli iscritti e dei delegati Fiom, la discussione tra il sindacalista e il responsabile della produzione in 2R sarebbe nata per un permesso negato a una lavoratrice. Si tratterebbe, quindi, di un fatto legato all’attività di rappresentante degli operai da parte di Cappellini, anche se sfociato in una discussione dai toni particolarmente accesi. Più o meno la stessa situazione avvenuta a maggio di quest’anno, quando il delegato della Fiom, tra i più conosciuti e attivi sindacalmente all’interno della Piaggio, ricevette un giorno di sospensione per un diverbio con un suo superiore. In quel caso, gli iscritti alla Fiom chiesero ufficialmente, ma invano, ai vertici regionali e provinciali della federazione dei metalmeccanici della Cgil di interrompere le relazioni sindacali con l’azienda della Vespa.

Ora questa nuova situazione che rischia di sfociare in un clima un po’ troppo surriscaldato tra le linee di montaggio e attorno ai tavoli della sigla sindacale. Anche perché Cappellini sta valutando di procedere per vie legali, ma annuncia anche probabili proteste degli operai contro i provvedimenti disciplinari da lui ricevuti. «Devo valutare la situazione e decidere con i miei compagni cosa fare per rispondere all’azienda», dice Massimo Cappellini. Dopo una sanzione di questo tipo, infatti, il lavoratore al centro del caso ha la possibilità di fare ricorso contro il provvedimento dell’azienda. Ed è la Direzione territoriale del lavoro (Dtl) a valutare la vicenda.

Sta a Cappellini, adesso, decidere se imboccare questa strada oppure se evitare ulteriori strascichi. Ma, al di là delle prossime mosse, in ballo potrebbe esserci proprio il suo futuro da lavoratore della Piaggio. Dopo due anni, infatti, i provvedimenti disciplinari decadono. Ma se in quest’arco di tempo si dovesse verificare un altro caso simile, allora il quadro si complicherebbe non poco per Cappellini. A quel punto, infatti, Piaggio avrebbe la possibilità di licenziarlo. Un’eventualità, certo, ma pur sempre un quadro abbastanza difficile anche considerando il suo ruolo di sindacalista, all’interno della Rsu, dell’ala più calda della rappresentanza dei lavoratori.