Sindacalista rischia sanzione Operai Fiom contro Piaggio

Aperto procedimento disciplinare nei confronti del delegato Rsu Cappellini All’origine una discussione animata con un responsabile della produzione

PONTEDERA. C’è un caso Cappellini alla Piaggio che potrebbe portare a un nuovo provvedimento disciplinare nei confronti di uno dei rappresentanti più in vista della Fiom Cgil all’interno della Rsu. Con un volantino distribuito ai lavoratori, infatti, il comitato degli iscritti Fiom Piaggio racconta di una contestazione disciplinare a carico di Massimo Cappellini dopo una discussione con il responsabile della produzione dello stabilimento Due Ruote (2R) sul tema dei permessi. A maggio, a Cappellini venne comminato un giorno di sospensione per un problema simile. In questi giorni, invece, è stato aperto un procedimento disciplinare a suo carico in cui il rappresentante sindacale dovrà presentare una sua versione dei fatti. E attendere la decisione dell’azienda e l’eventuale provvedimento.

«La Piaggio per tutta l’estate ha negato permessi ai lavoratori anche quando la quota di permessi già concessi era sotto la soglia prevista dal contratto nazionale – si legge nei volantino degli iscritti Fiom Piaggio – All’ennesimo episodio, messo al corrente da una lavoratrice a cui, senza motivo, era stato negato un permesso, i delegati Massimo Cappellini e Adriana Tecce si sono recati nell’ufficio del responsabile della produzione della 2R per chiedere spiegazioni». Secondo la ricostruzione fornita, il responsabile avrebbe detto che «non doveva loro alcuna spiegazione» e ha «intimato di uscire immediatamente dall’ufficio. Da lì è nata la discussione che ha portato al caso riguardante il sindacalista. Secondo i delegati di Fiom, da parte di Piaggio ci sarebbe «l’intento di colpire e cercare di ridurre al silenzio la figura più rappresentativa delle lotte dei lavoratori».


Ma la polemica coinvolge anche il segretario provinciale della Fiom Cgil, Marco Comparini, e il segretario regionale, Massimo Braccini, accusati di «latitanza» e di aver «continuato ad avere rapporti con la Piaggio come se nulla fosse accaduto. Un sindacato come la Fiom non può rimanere in silenzio e non reagire di fronte all’attacco frontale della Piaggio al suo responsabile politico in fabbrica, nella sua attività di rappresentante dei lavoratori. E come Comitato degli Iscritti abbiamo più volte richiesto un intervento chiaro e risolutivo della Fiom nei confronti dell’azienda già dopo il primo provvedimento disciplinare». E poi la richiesta: «Siamo in attesa di una immediata e dura presa di posizione da parte della Fiom e della Cgil».

Sulla vicenda è intervenuto anche il circolo Karl Marx di Pontedera del Partito della Rifondazione Comunista. «È inaccettabile che ancora oggi chi in fabbrica porta avanti a testa alta le lotte per i diritti dei lavoratori venga ricattato dall’azienda – dicono da Rifondazione – Se colpiscono uno colpiscono tutti, per questo come circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Pontedera esprimiamo solidarietà senza al delegato Massimo Cappellini e ci rendiamo disponibili per supportare qualsiasi forma di lotta verrà intrapresa. Auspichiamo che Fiom e Cgil prendano al più presto una posizione e che si esprimano quanto prima gli altri sindacati presenti in fabbrica, i lavoratori e la politica tutta». —

A.Q.