La parrocchia vende la chiesa e con l’incasso ne riapre un’altra

La chiesa e la canonica di Villa Saletta (a sinistra) e quella di Gello

Palaia. La struttura di Villa Saletta passerà ai proprietari del borgo. Poi partiranno i lavori all’immobile di Gello, chiuso da anni

PALAIA. La parrocchia vende la chiesa per riaprirne un’altra, chiusa da anni (perché pericolante) nel cuore del paese. Ormai manca soltanto la firma di fronte al notaio, ma di fatto tutti gli attori della vicenda si sono trovati d’accordo. Da una parte c’è la società proprietaria del borgo Villa Saletta. O meglio, di quasi tutto il paese “fantasma”. Perché al momento manca ancora un tassello. Anzi, tre: la chiesa e la canonica (di proprietà della parrocchia di Palaia) e un altro immobile che si trova sul retro (dell’Istituto di sostentamento del clero). . La società proprietaria del borgo, da anni investe nell’azienda agricola e ha intenzione di trasformare questo gioiello incastonato nelle colline palaiesi in un hotel diffuso, una struttura ricettiva di lusso in grado di ambire alle cinque stelle. Allo stesso tempo la parrocchia è alle prese da anni, con i problemi della chiesa di un’altra frazione, quella di Gello, che prima di essere riaperta necessita di un intervento molto costoso.

E allora, ecco la soluzione. La parrocchia cede la chiesa di Villa Saletta (che resta comunque dedicata al culto) e con i soldi ristruttura l’edificio di Gello. Allo stesso tempo i proprietari del borgo completano il puzzle e possono partire con il recupero dell’intero borgo. La conferma arriva direttamente dal parroco don Giuseppe Volpi: «Non abbiamo ancora firmato l’atto, ma siamo in dirittura d’arrivo. L’iter è stato molto lungo e complesso, con il coinvolgimento della Soprintendenza. Però, a meno di imprevisti, presto chiuderemo».

I tre immobili in vendita: a sinistra la chiesa, la canonica e sul retro l’altro immobile


Tuttavia i palaiesi e i fedeli in generale non perderanno del tutto la chiesa (risalente al 1600) nel borgo. «Assolutamente no – conferma il parroco, che vuole tranquillizzare la comunità –. L’accordo prevede la celebrazione della messa una volta al mese, come accade ora. E in quelle occasioni, l’accesso al borgo sarà libero per tutti». Dunque, di fatto, per i fedeli non cambia praticamente niente. La parrocchia, dal canto suo, non avrà più la proprietà, ma allo stesso tempo potrà utilizzare la chiesa (che sarà a disposizione del resort anche per i matrimoni), con il vantaggio che gli interventi di manutenzione saranno a carico dei nuovi proprietari.

Discorso diverso, invece, per la canonica, per la quale non è previsto alcun vincolo, con i nuovi proprietari che potranno utilizzarla come vorranno. Tra le ipotesi, vista anche la posizione, proprio a uno degli ingressi del borgo, c’è anche quella che venga trasformata nella reception dell’hotel di lusso. Nessun “paletto” neanche per l’immobile che si trova dietro la chiesa, di proprietà dell’Istituto di sostentamento del clero.

Una volta completato l’iter della cessione, con la firma del contratto, don Giuseppe Volpi potrà pensare alla fase-2 dell’operazione: il recupero della chiesa di Gello, risalente al XIII secolo e ricordata in un documento della diocesi di Lucca del 1260.

La chiesa (sulla destra) si trova nel cuore del paese di gello


Un gioiello, al centro della piccola frazione palaiese, inaccessibile da anni per motivi di sicurezza: il tetto rischia di crollare, e così fu decisa la chiusura in attesa dei lavori. Ma da allora il progetto è rimasto in un cassetto, per la mancanza di fondi. Ora però la svolta sembra a un passo: «I soldi che incasseremo dalla cessione della chiesa di Villa Saletta, li utilizzeremo per risolvere l’emergenza di Gello: stiamo parlando di una struttura di grande valore, risalente alla stessa epoca della nostra Pieve di San Martino e che però, purtroppo, siamo stati costretti a chiudere in attesa di reperire le risorse». Che presto arriveranno. —

Francesco Turchi

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