Insulti a scuola contro la consigliera leghista, la mamma: «Le offese a mia figlia macchia indelebile»

Nella foto un estratto del post del ministro Salvini

Parla la mamma della consigliera a cui sono stati rivolte delle scritte fuori dal liceo Marconi di San Miniato: «Non è una ragazzata». Giglioli: «La incontrerò subito dopo l’esame di maturità». Il ministro Salvini: «Idioti, forza Matilde»

SAN MINIATO. Una voce piena di rabbia e stupore per un attacco vile e senza alcuna spiegazione nei confronti della figlia Matilde Barberi. È la mamma della studentessa 18enne maturanda e giovane consigliera d’opposizione nella coalizione di centrodestra a Montaione a rompere il silenzio dopo le pesanti scritte che hanno riempito la facciata del liceo Marconi di San Miniato. «Leghista, San Miniato non ti vuole», «razzista vergogna», sono le scritte a caratteri cubitali comparse sulla facciata del liceo dove Matilde ha studiato e che adesso sono state coperte con una serie di cartelloni. «Ma sappiamo molto bene cosa c’è sotto – spiega Claudia Papini, madre della 18enne – quelle scritte resteranno per sempre una macchia nel cuore della nostra famiglia. Si è voluto far male, senza alcun motivo, ad una ragazza». Gli inquirenti sono al lavoro e alcune telecamere potrebbero aiutare le indagini, supportate anche da un testimone, che avrebbe notato movimenti sospetti. Le scritte sono comparse al termine degli scrutini dei professori che giovedì sera si sono protratti fino alle 22. 30. Questo fa pensare ad una azione notturna, quando il plesso scolastico era completamente vuoto e lontano da occhi indiscreti.

«Mia figlia è stata oltraggiata con il suo nomignolo, spero che non possano essere persone molto vicine a lei ma non escludo niente. Noi non ci sappiamo spiegare il perché. Questo – aggiunge Claudia – non è un atto vandalico, è un’offesa a una ragazza, impegnata in questo delicato momento come la prova di maturità. Speriamo di individuare i responsabili affinché possano riflettere su un episodio che fortificherà la vita di mia figlia. Non è una semplice ragazzata, ma un gesto che ferisce l’anima».


Nell’attesa di ulteriori sviluppi, Matilde (entrata in consiglio in seguito alle dimissioni di Francesca Pescatori) sta ricevendo centinaia di messaggi di solidarietà: dal dirigente del liceo ai professori, fino ai genitori e gli amici, oltre alle forze politiche, a cominciare dalla “sua” lista, Montaione nel cuore (Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega). E dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha condiviso su Facebook l’articolo de Il Tirreno, commentando: «Chi parla di democrazia ma poi insulta e minaccia una studentessa portando la politica tra i banchi di scuola è un idiota. Forza Matilde».

Il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, ha annunciato che incontrerà presto Barberi: «Simili gesti non possono essere tollerati, qualunque siano l’appartenenza e l’ideologia politica di riferimento. Siamo di fronte a minacce, utilizzare un linguaggio minatorio e discriminante non fa parte del giusto e sano confronto politico, e non può essere tollerato. È una ragazza di 19 anni che sta affrontando una delle prime e più importanti prove della vita da adulti, l’esame di maturità e che, giovanissima, si affaccia al mondo della politica, un segnale importante di cui c’è un gran bisogno. Questa mattina (ieri, ndr) l’ho chiamata e la prossima settimana verrà a trovarmi, dopo aver sostenuto la prova orale. Le ho chiesto di incontrarci per esprimerle personalmente la mia solidarietà». Dure prese di posizione dal Carroccio, a cominciare dal commissario della Lega Susanna Ceccardi: «Non è più accettabile che nella nostra Toscana dei vili, di notte, per contrastare le idee di una giovane ragazza la minaccino su un muro. A Matilde tutta la mia solidarietà e vicinanza, come donna, come leghista».

Dura la deputata Donatella Legnaioli: «A qualcuno, evidentemente, l’impegno in politica fa comodo quando è da una certa parte. Se, invece, un giovane, per di più donna, si candida per la Lega (anche se Barberi non è iscritta, ndr), venendo anche eletta dal popolo, allora diventa un bersaglio». Solidarietà alla giovane consigliera anche dal comitato Cambiamenti di San Miniato: «Qualunque cosa si pensi di Salvini e della Lega – scrive il presidente Federico Faraoni – le scritte che sono comparse al Liceo Marconi sono un gesto violento, sintomo di un imbarbarimento del clima e di una pericolosa degenerazione dello scontro politico democratico. Sulle responsabilità di questo imbarbarimento si possono avere le idee più diverse, ma in ogni caso è prioritario non fomentare divisioni, ma lavorare sulle tematiche per condividere un pensiero più evoluto. Per questo esprimiamo solidarietà a Matilde, e chiediamo che le scritte siano definitivamente cancellate e che i responsabili siano individuati e sanzionati». Il coordinatore provinciale fiorentino Andrea Picchielli aggiunge che «il fatto non va assolutamente sottovalutato, è lo specchio di un clima di esclusione che si sta creando verso chi non è allineato al pensiero unico».

Il sindaco di Montaione Paolo Pomponi, si è detto «sorpreso e sgomento. Matilde è stata vittima di un gesto inqualificabile, della stupidità di qualche idiota. L’appartenenza politica, le idee di ognuno di noi non possono minimamente essere oggetto di simili attacchi, che vanno condannati con estrema fermezza. Già ieri sera (venerdì, ndr) ho voluto contattare Matilde per esprimerle la mia solidarietà, e mi permetto di aggiungere quella di tutta la comunità montaionese che mi onoro di rappresentare. Mi auguro che il responsabile venga individuato e punito per questo gesto inaccettabile. Ma soprattutto ho voluto invitare questa nostra giovane, ma anche tenace e intelligente concittadina a non perdere la concentrazione per l’esame di maturità. Conoscendola sono sicuro che saprà reagire».
 

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