Morto a Varsavia, un biglietto lasciato al padre di Salvatore

Salvatore Cipolletti accanto alla sua nuova macchina

Pontedera, lo ha affisso al cancello di casa Cipolletti l’amica che ha sentito per ultima il giovane prima del volo mortale. La Procura indaga per istigazione al suicidio

PONTEDERA. La salma di Salvatore Cipolletti arriverà in Italia lunedì pomeriggio. Sarà esposta alla Pubblica Assistenza di Ponsacco fino a martedì. Il funerale del 24enne morto in Polonia sabato 9 marzo in seguito alla caduta dal balcone al settimo piano, in circostanze ancora da accertare, dell’appartamento che aveva preso in affitto con alcuni amici per trascorrere qualche giorno di vacanza, si svolgerà mercoledì alle 15.30 nella chiesa di San Giovanni Evangelista.

Il giallo di Varsavia è ancora pieno di interrogativi. La Procura indaga per istigazione al suicidio. Non convince il racconto fornito dagli amici di Salvatore, con lui al momento del volo mortale, che parlano di un gesto improvviso, inaspettato e imprevedibile. E non convince neppure il silenzio dopo la morte del giovane, avvenuta oltre 15 ore prima che dalla Polonia, da parte dei compagni di viaggio, arrivasse la comunicazione alla famiglia che Salvatore era rimasto vittima di un brutto episodio. E poi ci sono quei messaggi inviati dal giovane pochi minuti prima della morte. Il nome di un ragazzo polacco - non presente nell’appartamento a Varsavia - digitato e inviato a un’amica e compagna di lavoro, e quel vocale inoltrato sempre a lei, Valeria, 180 secondi prima di perdere la vita. «Lasciamo il nostro segno, sarà il nostro suicidio».

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Cosa sia accaduto davvero in quelle quattro mura nella capitale polacca rimane un mistero. Resta l’affetto che Ponsacco sta dimostrando nei confronti della famiglia, sostenuta e rincuorata dalle parole dolci e dalle visite di molte persone. Giovedì a casa dei genitori di Salvatore, Carmine e Mary, si è presentato un ex compagno di scuola del 24enne morto in Polonia. Abbracci, qualche lacrima e un mare di ricordi. E nel giorno della festa del papà, al cancello dell’abitazione della famiglia Cipolletti è stato affisso un biglietto scritto proprio da Valeria, la collega di Salvatore che ha ricevuto gli ultimi, deliranti, messaggi della vittima. Insieme al biglietto anche una scatola di cioccolatini.

«Salvatore te li avrebbe regalati - ha scritto la donna rivolgendosi al padre di Salvatore - per festeggiare con te la tua festa». Valeria evidentemente non ha avuto il coraggio di bussare alla porta di casa. Troppo dolore, troppa sofferenza. La paura di disturbare la famiglia in un momento atroce. E allora ha lasciato un pezzo di carta con poche righe, per ribadire a Carmine e Mary che Salvatore era un ragazzo buono, di cuore e soprattutto follemente innamorato della sua famiglia.



«Ho stretto tra le mani il biglietto, mi sono commosso - racconta Carmine Cipolletti - quelle parole mi hanno sciolto il cuore, perché c’è la descrizione di ciò che era mio figlio. Un ragazzo eccezionale, che amava lo sport, lo studio e la vita. Talmente tanto che non si sarebbe mai suicidato. Sono sicuro che non è volato giù dal settimo piano coscientemente. Qualcuno dei ragazzi presenti nell’appartamento quella sera sa qualcosa che non ha ancora voluto dire. Loro conoscono la verità».