L’Italia unita dalla Vespa: 70 candeline per il club di amanti del gioiello Piaggio - Foto

Al Museo il taglio del nastro della mostra allestita per l’occasione. A Pontedera sono arrivati circa settecento amanti del mezzo a due ruote 

Pontedera, compie 70 anni il Vespa club

PONTEDERA. Vespa che strega, Vespa che fa sognare, Vespa che fa tornare bambini. Ma, soprattutto, Vespa che unisce. Due ruote, un’invenzione geniale, un simbolo planetario celebrato da centinaia di gruppi in tutto il mondo: i Vespa Club.

Sabato 9 febbraio al Museo Piaggio in settecento hanno festeggiato i 70 anni di vita del Vespa Club Italia. Un’istituzione per chi ama il gioiello partorito dalla mente dell’ingegner Corradino D’Ascanio nell’aprile del 1946. Gruppi di appassionati da ogni parte dello Stivale si sono ritrovati nel quartier generale della Vespa, a Pontedera, dove è stata allestita una mostra ad hoc per l’occasione, che ripercorre le fasi storiche del prodotto Piaggio più conosciuto al mondo.



«Siamo partiti all’alba, abbiamo preso l’areo da Palermo, e poi da Pisa siamo arrivati qua», racconta raggiante - e anche un po’ emozionato - Vincenzo Tornabene, presidente del Vespa Club di Termini Imerese. «La Vespa è una malattia cronica – prosegue – che non ti molla mai e ti porta a fare cose impensabili, dettate dalla passione per qualcosa che è molto di più di un mezzo di trasporto». E all’alba, ma dalle parte opposta d’Italia, si sono messi in viaggio anche Loris Polato e i suoi sedici compagni di avventura.



«Siamo del Vespa Club di Bolzano, abbiamo noleggiato dei pulmini per essere presenti a questo evento», spiega. Vespa dai poteri magici, dunque, capace di abbattere anche barriere e pregiudizi. «In Italia è una delle pochissime cose che riesce a mettere insieme nord e sud senza problemi. La Vespa ci fa sentire tutti fratelli – dice ancora Loris – mentre regge con fierezza lo striscione del club bolzanino per una delle decine di foto di rito scattate con i suoi compagni all’interno del Museo Piaggio. A tagliare il nastro dell’esposizione ci ha pensato Roberto Leardi, presidente del Vespa Club Italia: «Sembrava impossibile, diversi anni fa, che la nostra associazione potesse superare anche il traguardo dei 70 anni. Fin dalla fondazione, e anche e soprattutto nei momenti di crisi, Vespa è stato nel tempo il mezzo per raggiungere la possibilità di muoversi e un mezzo per soddisfare la richiesta di agonismo e turismo inserita in un gruppo che ha storia e oggi rappresenta una straordinaria realtà», ha ricordato Leardi.



Un grande momento per gli amanti dei motori, ma anche una bella occasione per la città, che ha accolto quasi mille visitatori in strutture ricettive, ristoranti e locali. «Questo è il valore delle manifestazioni organizzate a Pontedera – spiega Eugenio Leone, consigliere comunale con delega alla Città dei Motori – perché se la città vive ne beneficiamo tutti». Nell’ambito del compleanno del Vespa Club Italia, inoltre, sono stati consegnati i premi per le varie discipline sportive del Vespa Club: dal campionato italiano regolarità alle competizioni a carattere regionale, dalla gimkana al Trofeo scooter automatici,dalla Coppa Italia dedicato al modello Px ai tornei femminili. Tutto nel segno della Vespa.