Effetto quota cento in Piaggio: 127 operai potranno avere il contratto a tempo pieno

Un interno dello stabilimento della Piaggio dove viene fabbricata la Vespa

È quanto emerso durante la trattativa per l’integrativo: i pensionamenti anticipati consentiranno le “stabilizzazioni”

PONTEDERA. Centoventisette operai della Piaggio con contratto part-time verticale (ptv) stanno per vedere la luce in fondo al tunnel. È di queste ore la notizia che i sindacati e il Gruppo presieduto da Roberto Colaninno, nell’ambito della trattativa per il contratto aziendale degli stabilimenti Moto Guzzi, Aprilia e, appunto, Piaggio, si sono trovati d’accordo sulla trasformazione in full-time entro la fine dell’integrativo. Che, in teoria, dura tre anni. . Una buona notizia che, però, dipende dall’impatto che avrà la cosiddetta” quota cento” sulle uscite in pensionamento anticipato. Finora, infatti, le “stabilizzazioni” dei ptv sono avvenute in percentuale rispetto alle uscite. Negli ultimi quattro anni di cinquecento part-time verticali presenti all’epoca ne sono rimasti centoventisette. Fiom, Fim e Uilm, rispetto a questo processo, stanno cercando di stringere i tempi, proprio perché si tratta di una vicenda di grande interesse e che si trascina ormai da molto tempo.

In generale, però, i rappresentanti dei lavoratori tracciano un bilancio abbastanza positivo della trattativa, malgrado non ci sia la firma dell’accordo all’orizzonte. «L’azienda ha fornito un testo sulle relazioni sindacali che, nell’ultima versione, finalmente ha colto le richieste sindacali e alcuni obiettivi per noi fondamentali – dicono i sindacati – Uno di questi definisce un sistema di relazioni sindacali omogeneo e comune in tutti gli stabilimenti, un confronto come Gruppo Piaggio su prospettive e investimenti. E poi, il miglioramento del funzionamento delle commissioni aziendali, una maggiore informazione e trasparenza sui carichi di lavoro, interventi formativi e informativi per i lavoratori su salute e sicurezza, l’esercizio del diritto soggettivo alla formazione professionale, la disponibilità a ratificare l’accordo provinciale sulle molestie sessuali e la verifica del corretto inquadramento professionale dei lavoratori in stabilimento». Nell’ultimo incontro all’Unione industriale pisana, gli esponenti di Piaggio hanno anche parlato delle prospettive industriali. «Non sono previste uscite di prodotto nel corso del 2019 – spiegano Fiom, Fim e Uilm – Viene invece attuata la sostituzione del modello Yourban con Mp3 Hpe300. I volumi produttivi sono previsti costanti a livello complessivo rispetto al 2018, con Moto Guzzi che avrà qualche carico di lavoro in più per il lancio del nuovo V85, mentre Scorzè ne avrà in meno per effetto dei volumi fatti in più a fine 2018 e poiché qualche beneficio degli investimenti in corso si avranno solo a fine anno. I volumi previsti per Pontedera resteranno stabili. In quest’ultima realtà una diminuzione dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali potrebbe essere legata, anche in questo caso, all’impatto del decreto sulle uscite pensionistiche a “quota 100”».


Il provvedimento del governo formato da Lega e 5 Stelle, quindi, influenzerà aspetti importanti della vita all’interno dello stabilimento della Vespa. «Piaggio si è riservata di darci una risposta più compiuta alla nostra richiesta di accelerazione nei tempi – sottolineano i sindacalisti rispetto alla questione dei ptv – dopo un confronto puntuale sul percorso a valle dell’intervento normativo su “quota cento”. In ogni caso, secondo i dati aziendali, a legislazione costante e con una eventuale conferma della percentuale di sostituzione del personale uscente del 50%, entro tre anni tutti i lavoratori part time troverebbero una risposta positiva». Un altro tema caldo è il premio di risultato: «Piaggio si è limitata a puntualizzare che la situazione aziendale e di contesto di oggi è peggiore di quella del 2009. L’azienda si è resa disponibile a valutare la nuova legge sulla detassazione sui premi». Inoltre, i sindacati hanno ribadito che «nel prossimo incontro è il momento di iniziare a confrontarci sulla parte economica. Il mercato europeo in questi anni è calato significativamente, ma sono ormai passati oltre 10 anni dall’ultimo rinnovo ed è indispensabile fare il contratto per i lavoratori del Gruppo Piaggio». Prossimo incontro della Rsu, il 30 gennaio. Il 13 febbraio, invece, nuova riunione per l’integrativo con Piaggio.