La Banca di Pisa ha chiesto il dissequestro di sei computer

La Procura si è opposta e il Tribunale del Riesame si è riservato di decidere. L’istituto: regolari le nostre operazioni

FORNACETTE. Si conoscerà nei prossimi giorni la decisione del Tribunale del riesame dopo il ricorso presentato dagli avvocati della banca per chiedere il dissequestro di alcuni computer (che vengono utilizzati per lavoro) sequestrati la mattina del 28 dicembre dalla guardia di finanza nel corso di una ispezione effettuata nella sede della Banca di Pisa e Fornacette a Fornacette.

La Procura – l’indagine iniziata dal pm Lydia Pagnini e ora condotta dal collega Fabio Pelosi – si è opposta. Il Tribunale si è riservato di decidere. . I vertici della Banca di credito cooperativo di Pisa e Fornacette (quelli che erano in carica nel 2016) sono stati indagati, stando a quanto è emerso, con l’accusa di false comunicazioni sociali, relative ai dati del bilancio di esercizio 2016. Sarebbero sette, stando alle notizie emerse dopo l’udienza del Tribunale del Riesame, le persone indagate, tutti esponenti aziendali, sarebbero responsabili della valutazione di alcuni crediti operati dall’istituto e dell’alienazione di alcuni immobili effettuata dalla stessa banca alla società controllata Sigest.

L’inchiesta è partita probabilmente in seguito a un esposto e riguarda un bilancio, quello 2016, realizzato anche sulla base delle indicazioni emerse durante una ispezione della Banca d’Italia. Tuttavia la guardia di finanza avrebbe svolto ulteriori approfondimenti e acquisizioni documentali per dissipare ogni dubbio. Dalla banca, fin da quando sono cominciate a trapelare le notizie dell’ispezione, «è stata espressa una assoluta serenità».

La Banca di Pisa e Fornacette sta attraversando un passaggio cruciale per il suo futuro: a fine anno l’assemblea straordinaria dei soci ha deliberato la modifica dello statuto per consentire all’istituto di aderire al Gruppo Iccrea.

Ai dipendenti e ai clienti, che hanno chiesto informazioni, sono state date rassicurazioni e informazioni e così sarà fatto in seguito. È stato spiegato che la banca ha offerto subito la massima collaborazione, fornendo agli inquirenti ogni elemento necessario per la lettura dei documenti contabili. Da parte degli amministratori «c’è la convinzione di aver operato nel pieno rispetto delle regole». Le operazioni di vendita di immobili, che sono al vaglio della Finanza, «sono state condotte sulla base di perizie e consulenze di professionisti che da anni lavorano nel settore e che hanno contribuito a delineare l’iter da portare a termine», è stato spiegato.

In queste ore è emerso anche che il bilancio dell’esercizio 2016 è stato certificato da una primaria società di revisione e successivamente visionato dall’organo di vigilanza.

In precedenza, anche nelle comunicazioni date all’assemblea dei soci (che sono oltre 13mila) e apparse sui giornali, era stato spiegato come l’operato della Banca nel 2016 sia stato finalizzato al consolidamento degli indici di qualità proprio per rafforzare la solidità del patrimonio, in vista del passaggio a Iccrea che si sta concretizzando in queste settimane.

Dai dati forniti all’organo di vigilanza e che sono pubblici, come lo è il bilancio dell’istituto bancario, emerge che il tasso di copertura delle sofferenze fu portato al 52,1%, quello complessivo delle attività “deteriorate” al 39% – valori allineati alle medie del sistema – e gli indici patrimoniali risultarono altrettanto positivi.