Aree demaniali: caos canone ma la svolta sembra vicina

Un tratto di via del Popolo nella frazione di Santa Lucia

Pontedera: a giorni ci sarà una riunione tra i Comuni e l’assessore regionale all’ambiente. La vicenda riguarda alcune famiglie a Santa Lucia

PONTEDERA. La Regione è disposta a discutere del pagamento del canone per l’occupazione di aree demaniali. È questa la recente notizia riguardante il caso di quindici famiglie della frazione pontederese di Santa Lucia. Nei prossimi giorni, infatti, si dovrebbe svolgere un incontro tra l’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni, le amministrazioni comunali coinvolte in questa vicenda e i legali che rappresentano i cittadini che da anni si battono contro quello che ritengono un canone ingiusto. Dopo tante polemiche, sembra che la Regione sia intenzionata quantomeno ad affrontare il problema per cercare di risolverlo.

Anche perché sono migliaia le famiglie in Toscana che, ogni anno, si vedono recapitare bollettini di pagamento da centinaia di euro. In provincia di Pisa, tra le situazioni più eclatanti, ci sono quelle degli abitanti di Santa Lucia (dov’è nato un comitato), di una zona del Cascinese e di centinaia di famiglie di San Giuliano Terme.. La vicenda delle famiglie della frazione pontederese è seguita dall’assessore al bilancio, Marco Papiani.

«La data dell’incontro in Regione non è stata ancora fissata – spiega Papiani – ma sappiamo che è in programma nei prossimi giorni. Parteciperemo anche noi, perché vogliamo trovare una soluzione a una vicenda che va avanti da troppo tempo». A Santa Lucia, infatti, il pagamento del canone per occupazione di area demaniale riguarda l’intervento di tombinatura del rio Rotina, che attraversa il paese, per l’urbanizzazione di una zona necessaria alla costruzione di abitazioni. Proprio gli abitanti che accedono alle loro case tramite i marciapiedi costruiti sopra il fosso tombinato, sono i destinatari delle richieste di pagamento dalla Regione che ha ereditato la competenza in materia dalla Provincia. Quest’anno il canone è stato di 250 euro, ma in passato è stato notevolmente superiore.


Negli anni scorsi, l’amministrazione comunale è stata investita del problema, senza riuscire a trovare un’intesa con la Regione. Ora, anche dopo alcuni articoli apparsi sul Tirreno, prima l’assessore ai lavori pubblici, Matteo Franconi, poi il suo collega Papiani si sono rimessi al lavoro per eliminare il pagamento del canone per le famiglie. La proposta avanzata da Palazzo Stefanelli è di sostituirsi ai cittadini e di accollarsi le spese.

Una soluzione non praticabile in altri Comuni dove le famiglie coinvolte sono molto numerose, come per San Giuliano. «I casi nel nostro territorio sono troppi – dice il consigliere comunale Matteo Cecchelli che ha seguito la vicenda per conto del sindaco Sergio Di Maio – Però è vero che serve una soluzione, perché è una situazione che si protrae da troppo tempo. A San Giuliano ci sono famiglie che hanno pagato cifre ingenti, finendo in grosse difficoltà. Tre anni fa abbiamo presentato una mozione in consiglio comunale che, dopo l’approvazione, è stata trasmessa a tutti i consigli comunali della regione, proprio perché tutta la Toscana è toccata da questo problema. Ma di soluzioni non ne sono arrivate. Speriamo sia la volta buona».