Molesta e minaccia l’ex compagna: artigiano di 48 anni viene condannato

Quando la giudice Dani ha letto la sentenza (un anno di reclusione) la donna è scoppiata in lacrime, un pianto liberatorio

PONTEDERA

Quando il giudice, Beatrice Dani, ha dichiarato colpevole l’uomo che da anni sta tormentando la vittima, una giovane mamma di Pontedera, lei è scoppiata in un pianto liberatorio. Colpevole dei reati di molestia, minaccia, lesioni e di violazione domiciliare, unificati tra loro e con il vincolo della continuazione. Per questo l’uomo, nato nel 1970, residente in Valdera, un piccolo artigiano, è stato condannato – ieri mattina in tribunale a Pisa – a un anno di reclusione e al pagamento delle spese processuali. Non riveliamo il nome per tutelare la parte offesa. L’uomo dovrà pagare anche le spese per la costituzione di parte civile della vittima, risarcire la donna – con cui ha avuto una relazione dalla quale è nata una bambina – per i danni patrimoniali (e non) a lei arrecati da liquidarsi in separata sede.


Intanto il giudice ha stabilito che l’uomo dovrà pagare una provvisionale immediatamente esecutiva di 6mila euro. Ha poi concesso all’imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena a condizione che effettui il pagamento della somma liquidata a titolo di risarcimento entro sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza.

«Questo per me è un giorno importante – confida la parte offesa – anche se temo che il mio ex compagno possa ora fare dispetti a mia figlia. Lei è già tornata a casa una volta a dirmi che il padre intende non pagare più le spese per le attività sportive in quanto l’ho denunciato e deve sostenere le spese legali».

Ma la vita, dal 2012 al 2014, quando la donna si è decisa a denunciare, è stata un incubo. «Mi ha minacciato non si sa più quante volte – ha raccontato la donna anche in tribunale – con frasi di quelle che ti mettono ansia. “Finché vivrò ti farò piangere”, è una di queste».

Quando andava a prendere la figlia, l’uomo non perdeva occasione per sputare in faccia alla ex. Non è mancato in questa storia neppure un altro classico di chi non si rassegnano a farsi una nuova vita. «Mi ha tagliato le quattro gomme dell’auto, rubato la bicicletta, danneggiato il campanello della casa a Pontedera». Una storia infinita. L’imputato, stando a quanto è emerso, non ha mai fatto un passo indietro. E non ci sono state nemmeno le dovute scuse alla donna. Ieri in tribunale, dopo la lettura della sentenza, ha negato ancora ogni responsabilità. Chissà se la condanna a un anno sarà sufficiente a riportare la pace tra i due ex. –

S. C.



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