Monte Serra, domato l'ultimo rigurgito d'incendio che minacciava Lugnano

Le fiamme minacciano Lugnano

Canadair di nuovo in azione. Sul resto della montagna e nel territorio di Calci il fuoco era già cessato, ora si fa il bilancio della devastazione. Riaperto l'aeroporto di Pisa

VICOPISANO. Un altro giorno iniziato con l’incubo del fuoco sui monti Pisani, devastati dall'incendio partito nella notte di lunedì 24 settembre. Poi nella mattinata di giovedì 27 settembre, l'ultimo rigurgito di fiamme che minacciava le case di Lugnano, comune di Vicopisano, sul crinale sopra la località Noce, è stato domato. Era quello l'unico fronte ancora attivo sulla montagna, ma la situazione sembra sotto controllo.

Intanto il presidente Enrico Rossi ha sorvolato l'area intorno alle 11 a bordo di un elicottero. "La ripresa del fuoco  - scrive la Regione - è stata immediatamente fronteggiata ed è adesso sotto controllo grazie all'intervento di due Canadair e due elicotteri della protezione civile regionale". Su tutta l'area del rogo sono al momento al lavoro 50 squadre tra operai forestali degli enti e volontari del coordinamento volontariato toscano oltre ai vigili del fuoco, prosegue la nota regionale, "per un totale di 160 uomini allo scopo di sorvegliare" che non si verifichino ulteriori riprese e "l'operazione ha richiesto l'organizzazione di più punti di osservazione: restano a disposizione per l'intera giornata due Canadair, un elicottero S64 e la flotta degli elicotteri regionali". 

Sul resto del monte, nel territorio del comune di Calci, il rogo era invece praticamente spento dalla serata di mercoledì.

Dalla serata di mercoledì 27 settembre è riaperto anche l'aeroporto Galilei di Pisa. E’ ripresa la regolare operatività dello scalo anche se saranno  possibili ulteriori disagi e possibili "discontinuità" a causa dei ritardi accumulati con la chiusura.  

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Sono inoltre in corso le operazioni di bonifica e di verifica delle abitazioni e degli impianti del gas per consentire il rientro in sicurezza dei residenti. 

L'ATTENZIONE RESTA ALTA

Riguardo poi alle condizioni climatiche, la Regione spiega che "rimane alta l'attenzione perché, pur essendosi calmato il vento ormai assente, la vegetazione risulta molto secca non essendosi alzato il livello di umidità rimasto stabile al 10% anche durante la notte: una condizione ad alto rischio per eventuali riprese del fuoco". Infine, la Regione ricorda "che da oggi fino al 10 ottobre compreso si apre un nuovo periodo a rischio di incendio: c'è pertanto il divieto assoluto di bruciare residui vegetali agricoli e forestali in tutta la Toscana".

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IL DRAMMATICO BILANCIO

Intanto il bilancio dei due giorni di fuoco si fa sempre più drammatico: sono almeno 1.400 gli ettari di vegetazione cancellati in uno dei polmoni verdi della Toscana. Distrutti olivete, vigne e castagneti, Coldiretti stima un danno di circa 6 milioni. Sempre secondo Coldiretti, serviranno 15 anni per rivedere i boschi sul Monte Serra. Sei sono le case inagibili, una delle quali rasa al suolo. Settecento le persone sfollate, una parte delle quali sono state ospitate da parenti, mentre le altre sono state sistemate in strutture alberghiere.  

LA CACCIA AL PIROMANE

Non ci sono al momento indagati, come ha precisato la Procura. Sono state però intercettate alcune persone con precedenti specifici. La gravità del reato, che ha prodotto un vero e proprio disastro ambientale, consente ai magistrati di poter ricorrere all'ascolto telefonico senza inscrivere sul registro degli indagati i personaggi al centro dell'inchiesta..   

 

(notizia in aggiornamento)