Emergenza sangue al Lotti, manca quello di tipo zero

Il primario Fabrizio Niglio

Scorte ridotte all’ospedale di Pontedera e in Toscana per il calo dovuto alle ferie. Appello dal centro trasfusionale ai donatori: «Chiunque può venga da noi»

PONTEDERA. Se manca il sangue di tipo zero, è come se mancasse il sangue per tutti. L’appello lanciato dal direttore del centro trasfusionale dell’ospedale Felice Lotti di Pontedera, il dottor Fabrizio Niglio, è preciso: «Siamo in carenza e in particolare per il sangue di tipo zero, il cosiddetto “donatore universale”». In pratica, chi ha il sangue di questa gruppo – che sia negativo o positivo – è la fonte più preziosa e ricercata per garantire un adeguato rifornimento alle sale operatorie e ai pazienti che ne hanno bisogno. È compatibile con tutti gli altri, e per questo è considerato, appunto, “donatore universale”. 
 
Dopo le ferie. Fino a quando le scorte di tipo zero rimangono alte, chiunque abbia bisogno di trasfusioni per una qualsiasi operazione chirurgica, può dormire sonni tranquilli. Purtroppo, però, da qualche giorno a questa parte, così non è. «In generale, nella nostra regione si paga un po’ la carenza che arriva dal periodo estivo – continua Niglio – e a venir meno è soprattutto il sangue di tipo zero». Del resto, le statistiche parlano chiaro: in Italia, circa il 46% della popolazione è di gruppo sanguigno zero, positivo o negativo. I motivi di questa diminuzione sono molti. «Innanzitutto – commenta il responsabile – chi è appena rientrato dalle ferie, ed è un lavoratore dipendente, difficilmente riesce a passare dal centro trasfusionale a settembre». 
 
Buon andamento ad agosto. A ciò si unisce, paradossalmente, il buon andamento di agosto. Chi ha donato nella prima metà dello scorso mese non può certo tornare in questi giorni. «Ad agosto abbiamo retto molto bene – continua – tanto da aver raccolto solamente due sacche in meno rispetto al 2017». Secondo il dottor Niglio, in questo senso, un grande aiuto è arrivato anche dalla campagna promozionale del giornale Il Tirreno. «Gli articoli di inizio mese hanno sicuramente dato una bella mano – spiega – ricordando a molti che passare dal centro trasfusionale prima delle vacanze poteva essere fondamentale per chi ne aveva e ne ha bisogno». Controprova ne è l’affluenza registrata la scorsa settimana dopo l’articolo uscito sulle pagine del giornale. 
 
Trend da mantenere. «Lo scorso sabato – prosegue – abbiamo accolto quasi 50 donatori, otto dei quali erano new entry». Per continuare su questa strada, però, occorre mantenere questa andatura anche durante settembre. Il sangue, del resto, viene usato quotidianamente, e non ci sono scorte che durano per lunghi periodi. «Dobbiamo invertire il trend che, da gennaio, ci portiamo dietro», dice Niglio. 
 
Il passivo resta. Nonostante la grande affluenza di agosto, il centro trasfusionale pontederese rimane “in passivo” di quasi un centinaio di unità di sangue rispetto al 2017. «Le donazioni di plasma continuano ad andar bene – commenta – ma sono quelle di sangue intero che non riescono ad arrivare ai livelli dello scorso anno». Per invertire la tendenza negativa, la soluzione è una sola: andare a donare al più presto. «Non è una situazione tragica, soprattutto a Pontedera – conclude il primario – ma nel lungo periodo questa carenza può diventare difficile da gestire».