Quell’anziano turista era il soldato tedesco che minò la Rocca

Giampiero Fossi, assessore a Signa, all'inaugurazione del Museo della Memoria a San Miniato

Giampiero Fossi, assessore a Signa, riportò a San Miniato uno degli ex militari che erano in città nell’estate del 1944

SAN MINIATO. «Era colui che doveva difendere la Rocca e finì per doverla distruggere. Lo portai io a rivederla».

È una testimonianza inedita quella che Giampiero Fossi, insegnante di storia e filosofia oltre che assessore alla scuola nel comune di Signa, ha recuperato dalla memoria in questi giorni importanti per San Miniato, dove è giunto il 24 luglio in occasione della partecipatissima inaugurazione del Museo della Memoria. Fu lui, anni fa, ad accompagnare sulla Rocca di San Miniato, ricostruita nel 1958, un anziano turista tedesco che gli rivelò, preso dalle emozioni, di essere uno di coloro a cui fu ordinato, nel luglio del’44, di farla saltare.

«Non era un caso che fossimo lì – racconta – Edgar, così si chiamava, era tornato in Italia per visitarla. Eravamo alla fine degli anni Novanta. Ex soldato della contraerea, era venuto a Signa, il mio comune, per cercare la mia famiglia. Negli ultimi mesi della guerra, dopo le vicende di San Miniato, la sua divisione si era stanziata a Signa per un certo tempo e lui era entrato in contatto con i miei parenti. Ormai anziano, tornato in quei luoghi, raccontandomi di quel periodo, mi aveva chiesto di riportarlo anche a San Miniato. All’epoca non sapevo cosa lo legasse in particolare alla città della Rocca, ma una volta che ci trovammo proprio sotto quella costruzione, rimessa in piedi negli anni Cinquanta, emozionato nel rivederla ricostruita mi raccontò tutta la vicenda. Era lui, insieme ad altri suoi commilitoni, che dopo aver passato molto tempo a difendere quella Rocca, aveva ricevuto l’ordine di distruggerla. Una cosa che lo segnò nel vivo e rimase sempre nei suoi ricordi. Mi ricordo che parlava, oltre al tedesco, anche il francese molto bene. Finita la guerra era stato tanto tempo in Francia e poi si era rifatto una vita lavorando nelle ferrovie».

Una storia di anni fa, almeno venti (nel frattempo il protagonista di questa storia è morto) che è riemersa soltanto nelle ultime settimane. Un brandello di memoria venuto fuori quando Fossi ha saputo che a San Miniato raccoglievano testimonianze per la costruzione del Museo della Memoria, alla cui inaugurazione ieri pomeriggio hanno partecipato molti cittadini. Una storia, quella raccontata da Fossi, su su cui saranno fatte ricerche più approfondite.

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