Entra in macelleria e prende cento euro: "Questi sono miei"

Calcinaia: l’impiegato di un ufficio postale sosteneva che poco prima la moglie del commerciante non aveva pagato un bollettino da 50 euro regolarmente vidimato

CALCINAIA. Quando il macellaio di Calcinaia racconta cosa gli è successo, la reazione degli interlocutori è quella di meraviglia oltre che di sconcerto. Fatto sta che giovedì 12 luglio la compagna del commerciante (tra pochi giorni si sposeranno) è andata all’ufficio postale a pagare due bollettini: uno da più di cento euro e l’altro da 50. Ha fatto l’operazione e dopo i saluti è andata a fare la spesa. Nel frattempo però il direttore dell’ufficio postale ha avuto un ripensamento sull’operazione. Ha lasciato il posto di lavoro ed è entrato nel negozio, secondo i testimoni in maniera non proprio lieve, intenzionato a recuperare quelli che rivendica come suoi denari anche se la cittadina ha in mano un bollettino regolarmente pagato e nessuno fino quando è rimasta nell’ufficio postale le ha chiesto i soldi.

Tutto farebbe pensare ad un bollettino regolarmente pagato. Magari forse le Poste hanno avuto un altro disguido. In ogni caso l’impiegato è andato a recuperare, non si sa in base a quale criterio, i 50 euro. E come ha fatto? «Li ha presi dal bancone – racconta il macellaio ancora sconcertato – Anzi, ne ha presi cento e poi, voglio essere sincero anche se questo dettaglio fare riflettere, è tornato a portarmi il resto. Dice che il bollettino era da 53 euro e così mi ha portato la differenza per arrivare a 100».

Incredibile è dir poco. Nel frattempo, infatti, il commerciante ha avuto un serrato confronto con l’impiegato che ora rischia di essere denunciato per il furto di 50 euro. La compagna ha un bollettino regolarmente pagato, diventerebbe difficile in un contenzioso legale sostenere il contrario. «La mia compagna ha avuto un malore quando si è sentita accusare ingiustamente, abbiamo anche chiamato l’ambulanza oltre ai carabinieri che però ci hanno consigliato di chiudere la vicenda senza denuncia. Di trovare cioè un accordo».

I militari sono stati all’ufficio postale. «Mi hanno detto che il direttore si scusa. Ma il vero problema sono i soldi. A quale titolo li ha sottratti dal banco del mio negozio? Questa storia non mi convince, oltre ad avermi creato un danno di immagine. Comunque nel negozio c’era un cliente che farà da testimone. Ma siamo rimasti davvero sorpresi». Come l’impiegato possa sostenere che il bollettino da 53 euro non è stato regolarmente pagato non è chiaro. «Finché sono stata alla Posta nessuno ha detto niente. Ho fatto il conto dei soldi ed è tutto regolare», si è giustificata più volte la giovane donna. Nei prossimi giorni si capirà che piega potrà prendere questa storia.