Il docente lo rimprovera, lui gli punta la pistola in fronte

Un'auto della polizia al villaggio scolastico di Pontedera dove si trova l'Ipsia (Foto Franco Silvi)

Pontedera, il 17enne aveva un’arma giocattolo in classe: «Alza le mani». L’alunno è stato sospeso. La preside: «Ha problemi comportamentali»

PONTEDERA. Una pistola giocattolo nello zaino sistemato ai piedi del banco. Di quelle che sparano pallini, usata da uno studente per “divertirsi” nel tempo libero, nella campagna vicino a casa. Impossibile sapere perché sia stata portata a scuola. Ma si sa dov’è andata a finire: nelle mani degli agenti del commissariato. Questo l’unico dato certo, insieme al fatto che lo studente che l’ha impugnata in classe davanti a compagni e professore abbia disturbi comportamentali. Secondo alcune ricostruzioni e il fascicolo della procura presso il Tribunale dei minori di Firenze, il 17enne avrebbe puntato l’arma alla fronte dell’insegnante. Il gesto e un grido, «Alza le mani!», lanciato forse per vendicarsi di un rimprovero ricevuto davanti alla classe. In base alla ricostruzione fornita dalla preside, invece, il ragazzo avrebbe preso la pistola giocattolo dallo zaino di un compagno agitandola verso il soffitto con atteggiamento minaccioso.



L’episodio ha scosso l’Ipsia (l’istituto professionale) di Pontedera a gennaio, anche se è emerso solo nei giorni scorsi. La preside Maria Giovanna Missaggia non sembra avere dubbi: «Non si tratta di bullismo. Il ragazzo che ha impugnato la pistola giocattolo portata in aula da un compagno ha problemi ed è seguito dai servizi sociali». Il 17enne è stato subito sospeso per alcune settimane. Poi è tornato in classe, ma non per molto. Ora non solo rischia la bocciatura, ma anche un processo per violenza privata. E non sarebbe la prima volta. La polizia, nelle indagini, ha individuato altre due circostanze in cui avrebbe commesso reati. «Il suo comportamento non era per niente migliorato, siamo stati costretti a farlo stare a casa di nuovo – racconta la preside – Non appena ci sarà la possibilità, gli offriremo un percorso formativo per aiutarlo a trovare un lavoro, ma non potrà più frequentare la scuola».

IL PRECEDENTE DI LUCCA, PARLA IL BULLO

IL PRESIDE: "I RAGAZZI NON SONO DELINQUENTI"

Secondo Missaggia, il ragazzo minimizza l’accaduto: «L’ho incontrato varie volte, da solo e coi familiari. L’ultima volta, pochi giorni fa. Sembra non rendersi conto. Ne parla quasi come se non fosse successo niente. In realtà è stato un fatto grave, ma riconducibile ai suoi problemi. Non a situazioni come quelle di cui si è parlato su giornali e televisioni ultimamente». La scuola ha informato il commissariato, e il caso è giunto alla procura del Tribunale dei minori di Firenze.

Il ragazzo è assistito dall’avvocato Tiziana Mannocci, del foro di Pisa, che non rilascia dichiarazioni sulla vicenda. «A me risulta – afferma la preside – che ha agitato la pistola giocattolo, mostrandola ai compagni e puntandola verso il soffitto con un atteggiamento minaccioso. Ma non verso l’insegnante». Il tutto sarebbe durato una decina di minuti – sottolinea la dirigente scolastica – Poi un’altra insegnante è venuta da me per chiedermi d’intervenire. E io non ho avuto la minima difficoltà a riportare la situazione alla calma». Subito è scattata la sanzione disciplinare. «I compagni di classe dello studente sospeso – aggiunge Missaggia – si sono lamentati spesso nei suoi confronti. Espellerlo dalla scuola, però, non sarebbe servito al tentativo di offrirgli comunque un’istruzione e un’opportunità di condurre una vita normale. Davanti a un fatto del genere, tuttavia, siamo stati costretti a prendere provvedimenti». Nessuna conseguenza per il proprietario della pistola che, il giorno dopo, l’ha consegnata alla preside.